“Dopo aver chiesto e ottenuto più di un mese fa, assieme ad alcuni colleghi, un’audizione in commissione lavori pubblici al Senato con l’ingegnere Sarmi (direttore generale di Poste Italiane) dalla quale scaturì che nessun ufficio postale sarebbe stato chiuso prima  di aver svolto un’adeguata trattativa con gli enti locali, ho presentato, a seguito dell’avvio dello smantellamento di alcuni uffici, un’interrogazione parlamentare al ministro dello sviluppo economico e al ministro del lavoro e delle politiche sociali”.

Lo dichiara la senatrice PD Leana Pignedoli che prosegue “nel dettaglio, si chiede ai rappresentanti del Governo se condividono le linee strategiche ed organizzative adottate da Poste Italiane SpA; se non ritengano sia necessario che una struttura così importante a livello sociale, non debba garantire il così detto “servizio postale universale” (concepito in modo da offrire allo stesso prezzo il servizio indipendentemente dall’ubicazione del destinatario e dal mittente garantendo accessibilità a tutti a un costo contenuto)  e come intendano intervenire, attraverso le strutture preposte dei propri Dicasteri, al fine di assicurare una reale concertazione fra i Responsabili di Poste Italiane e gli enti locali”.

“Sottolineo, infatti, che dal riordino vengono colpite zone più disagiate come Civago, Gazzano e Gatta, piccoli comuni, come Vezzano e Viano, nonché i comuni emiliani recentemente colpiti dal sisma come Luzzara e zone ad alta produttività come quella di Scandiano. Le poste -conclude la Parlamentare emiliana-  sono tra i servizi fondamentali per la sopravvivenza di paesi, spesso abitati da anziani e persone che senza adeguate strutture, potrebbero trovarsi in difficoltà reali”.