GALASSI_ConfcommercioLe considerazioni di Carlo Galassi, Presidente Provinciale di Confcommercio, in questo scorcio d’anno che precede il Natale, propendono per un Natale “difficile” per le famiglie e, di conseguenza, per la distribuzione al dettaglio. La crisi si fa sempre piu’ sentire e anche a Natale si fatica a spendere come qualche anno fa. Ma, da imprenditori, dobbiamo nutrire fiducia negli sforzi che stiamo compiendo, ogni giorno, per sostenere le nostre aziende e per soddisfare la nostra clientela.

Rifacendosi ai dati forniti dall’Ufficio Studi nazionale di Confcommercio, Carlo Galassi osserva che il reddito disponibile reale pro capite è tornato ai livelli del 1985 e i consumi reali pro capite a quelli del 1998, anche se va detto, come nota positiva in vista del Natale, che i consumi si riducono meno del reddito disponibile.

Per quel che riguarda le tredicesime, l’Ufficio Studi Confcommercio stima che a dicembre gli italiani spenderanno il 13,2% in meno delle loro tredicesime per i consumi natalizi. “Tredicesime che stanno tornando al livello degli inizi degli anni duemila”.

Resta alta la percentuale di chi fa regali ma Internet diventa il luogo preferito per gli acquisti rispetto agli outlet. (si passa dal 13 al 28 per cento). La riduzione della spesa media pro capita passa dai 250 euro del 2010 ai 164 del 2012. Tengono i tradizionali regali come alimentari e giocattoli. Dal 2010 al 2012 calano libri, cd e dvd e abbigliamento. Resta però la vitalità delle famiglie con una propensione positiva verso i regali di Natale.

La causa principale di questo calo della spesa delle famiglie e’ imputabile, sottolinea Carlo Galassi Presidente di Confcommercio, soprattutto all’Imu che, nel mese di dicembre, portera’ le tasse a raddoppiare. Secondo le stime fornite, infatti, le tasse, includendo Imu, tasse auto e canone Rai, saliranno nel 2012 a 9,9 miliardi, il 94,5% in piu’ rispetto all’anno precedente. E parlando di fisco, grazie al maggior gettito dell’imu la pressione fiscale apparente in Italia potrebbe raggiungere il livello record del 45,8%.

Sempre parlando di imu, si potrebbe in realtà ipotizzare una vera operazione di federalismo fiscale (aumentano gli introiti della periferia e il centro li restituisce ai cittadini): l’Imu potrebbe registrare alla fine di quest’anno un importo di 28,21 miliardi di euro rispetto alle previsioni del governo di 21 miliardi e si potrebbe restituire il maggior gettito a famiglie e imprese sia per alimentare il fondo taglia tasse che per scongiurare definitivamente l’incremento dell’Iva dal 1 luglio 2013. ”

A tutto ciò si aggiunge la questione Rifiuti con il tributo Res. È un allarme che Confcommercio lancia sulle conseguenze del nuovo tributo comunale su rifiuti e servizi contenuto nel decreto Salva Italia, che entrerà in vigore il primo gennaio. Nel 2013 le tariffe pagate dalle aziende potrebbero aumentare in media del 290 per cento. In sostanza, il decreto “Salva Italia”, convertito con modificazioni nella legge 214/2011, ha previsto la soppressione dell’attuale regime di prelievo sui rifiuti e la sua sostituzione dall’inizio del prossimo anno con il nuovo tributo “RES”. Il nuovo tributo comprende, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota ‘servizi’ per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade. Confcommercio invita i Comuni a un’attenta riflessione sulle conseguenze che potrebbe avere l’istituzione di questo nuovo aggrazio sulle piccole e medie imprese, delle quali non si fa che dire che costituiscono il nerbo della nostra economia, ma che, in questa situazione economica fatica non poco a tenere il mercato.