
La Fim definisce falso, frutto di disinformazione e non conoscenza del contratto anche quanto dichiarato l’altro giorno a Maranello da un delegato Fiom a proposito del premio di produttività in Ferrari. «Intanto non è vero che i lavoratori del Cavallino devono lavorare 18-20 sabati l’anno – premette Mattiello – Il contratto prevede quindici sabati di straordinario, per complessive 120 ore. Basterebbe guardarsi intorno per capire che se un’azienda chiede dello straordinario vuol dire che lavora e produce. Anche a Modena ci sono tante aziende che non solo non chiedono straordinari, ma non riescono nemmeno a garantire le 40 ore settimanali ordinarie e devono ricorre agli ammortizzatori sociali». Per quanto riguarda il premio di risultato, Mattiello afferma che non è vero che penalizza chi si assenta per malattia, permessi Avis, congedi familiari ecc.
«Nulla di più falso: i permessi, la legge 104 e la maternità obbligatoria sono esenti dall’effettiva prestazione. Le assenze per malattia incidono in modo progressivo rispetto ai giorni effettuati, e comunque la Fiom omette di precisare che la “perdita salariale” viene rigirata nel fondo di sanità integrativo del gruppo Fiat. Quindi: dove sono la penalizzazione e il peggioramento delle condizioni dei lavoratori? Inoltre – continua il segretario Fim – ricordo alla Fiom e i suoi delegati che il premio Ferrari, erogato anche in base alle presenze, non è l’unico di questo tipo nella nostra provincia. La Fiom dovrebbe saperlo bene, visto che ha firmato accordi aziendali con indicatori di presenza che prevedono penalizzazioni maggior rispetto al contratto Ferrari. Evidentemente quando i contratti sono firmati dalla Fiom tutto va bene; quando li firma la Fim, invece, non vanno bene». Per Mattiello la Fiom ormai da tempo si preoccupa solo di denigrare gli altri sindacati e, anziché cercare di rappresentare al meglio i lavoratori, segue solo le strade che conducono alle aule dei tribunali.




