
Gli emendamenti presentati dal relatore Defranceschi riguardano, in particolare: la definizione di animali da affezione (si farà riferimento alle leggi statali e comunitarie); le sanzioni amministrative (da 150 a 450 euro per animali tenuti alla catena); la proroga di sei mesi per adeguamento e rimozione della catena, salvo per ragioni documentabili certificate dal veterinario curante (l’emendamento Manfredini chiede invece un periodo di tempo, non stabilito, ma necessario per la cura dell’animale); corsi di formazione per promuovere la conoscenza, lo studio e l’utilizzo di nuovi trattamenti di supporto e integrazione delle cure clinico-terapeutiche, effettuate in affiancamento alle terapie di medicina tradizionale, con impiego di animali e l’accessibilità degli animali di affezione nelle strutture pubbliche e private di cura e case di riposo per anziani. Infine, l’ultimo emendamento di Defranceschi invita la Giunta ad emanare apposite indicazioni tecniche aventi ad oggetto specifici requisiti delle strutture volte al ricovero degli animali da affezione (Box).
Per chiarimenti, in particolare sull’abolizione della catena, l’uso del guinzaglio e del box e l’accessibilità nei luoghi di cura, sono intervenuti Giuseppe Paruolo, Antonio Mumolo e Marco Barbieri (Pd); Silvia Noè (Udc); Liana Barbati (Idv). Gabriella Meo (Sel-Verdi) e la presidente Donini hanno sottolineato la positività di una modifica migliorativa alla legge regionale, già all’avanguardia per la tutela del benessere animale.


