
Frankie Magellano, 42 anni, compone la sua musica, la fa suonare e se la canta, costruisce musica che gli piace, che gli dà la sensazione di essere portato in giro nel mondo, in certi posti, quei posti che con buona probabilità non vedrà ma, misera consolazione per chi ama viaggiare. Ama da sempre quella sensazione che il teatro può dare alla musica o viceversa, il senso del dramma nella canzone, della deficienza, di un grottesco surreale momento che veste solo gli abiti, appunto, di un momento, quello della canzone che come una recita, una seconda vita, viene eseguita al fine solo del piacere.
La sua musica, non etichettabile e impossibile da confinare all’interno di una misera parola, è un matrimonio di ingredienti unici, rapiti o trafugati da Tom Waits, De Andrè e/o da una versione ruvida di Paolo Conte. Una musica da avanteatro da gustare davanti e dietro le quinte


