
Dalle risultanze investigative, attraverso testimonianze, cozzando anche con manifestazioni di omertà da parte di qualche vicino di casa, emergeva che il padre maltrattava non solo i figli maschi ma anche la moglie, dagli scatti d’ira era esclusa la sola bambina di pochi mesi.
La donna, anch’essa vittima, tendeva a giustificare inizialmente il marito perché aveva perso il lavoro, dunque la condizione di disoccupato avrebbe aumentato la sua violenta aggressività, ma poi il suo racconto diventava un totale capo d’accusa. Agli uomini della Mobile raccontava che da quattro anni si trovava in Italia e sin da subito s’era trovata male col marito che la insultava continuamente e la picchiava, nell’ultimo anno poi aveva cominciato a prendersela con i figli che in alcune circostanze erano stati picchiati anche in maniera forte.
Due anni dopo l’arrivo in Italia, la sventurata, aiutata dall’Assistenza Sociale, sfinita da quella relazione lasciava il marito e andava a vivere con i due figli altrove, sembrava andare tutto per il meglio, i bambini erano sereni e frequentavano la scuola con profitto. Due anni fa ridava credito al marito che in apparenza sembrava cambiato e pentito, i due tornavano insieme, ma dopo un primo periodo di serenità familiare durante il quale la donna rimaneva incinta della bambina, l’uomo tornava ad essere violento. La stessa, visibilmente preoccupata, raccontava pure che il marito aveva nascosto i documenti suoi e dei figli temendo che potessero scappare.
La Squadra Mobile a chiusura delle indagini ha deferito alla Procura della Repubblica il cittadino nigeriano I.U.P.V.V. di 44 anni, per maltrattamenti continuati in famiglia.



