
L’uomo non abitava più li da pochi giorni, vi era rimasta la sua ex compagna e il figlio di 13 mesi, ciò a seguito della separazione che risaliva al medesimo breve lasso temporale. Guadagnato l’accesso, si riscontrava la presenza del bambino nel suo lettino, in lacrime ma apparentemente in buona salute che preso in braccio dal padre si calmava. Contattato il 118, descritta la situazione, gli Agenti concordavano di accompagnare, insieme al padre – un cittadino albanese – direttamente il bimbo al pronto soccorso pediatrico per un check up.
Qui giunti, spiegata la vicenda al Pediatra, si riteneva opportuno, a scopo precauzionale, mantenere il minore in osservazione al termine della visita e permettere ai servizi sociali di espletare le dovute verifiche, per i medici comunque il piccolo era in buone condizioni.
La madre, irrintracciabile, ignara dell’accaduto, nel rincasare alle 13.30 trovava l’avviso alla porta lasciato dalla Volante e dopo aver chiesto conferma e rassicurazioni al 113 si portava in Questura, dove riferiva di aver lasciato da solo il bambino alle ore 09.00 perché si era recata in centro per cercare lavoro, avendo necessità di sostentamento essendo rimasta sola, e non avendo appoggi per lasciare il piccolo. La donna, una giovanissima mamma di origini albanesi, veniva invitata a raggiungere il reparto pediatrico dell’ospedale in compagnia di un’assistente sociale, nel frattempo attivata.



