
Rivisitando il mito del Burlador de Sevilla sulla falsariga del libretto di Da Ponte, Timi si spinge oltre il divieto del filosofo-matematico Friedrich von Hardenberg, in arte Novalis, che sul finire del Settecento dichiarava che “l’infinito e la donna sono incomprensibili perché nessuno dei due può venire elevato al quadrato”. Con spezzature, metafore, allusioni e ironie il gioco di Timi mira a fare esplodere una tradizione che va dalla leggenda di Orfeo sbranato dalle femmine invasate, fino alla sprezzante definizione che il darwiniano Richard Dawkins ha dato di Dio (un “meme” particolarmente invasivo, quasi un virus della psiche), passando per l’arte della fuga, non solo scenica ma anche musicale (pensiamo a Bach), per la dissoluzione delle istituzioni e la forza anarchica della passione che alla fine distrugge sè stessa. L’esito paradossale è una sorta di religione della mente, “con un Dio così umano da far tenerezza… che non cerca il bene, che non combatte il male e finalmente si arrende alla bellezza della vita”. È la religione impossibile sognata da Nietzsche, che si realizza nella magia della scena.
Ingresso € 25 / 10,50
BIGLIETTERIA TELEFONICA 059 2136021 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13
BIGLIETTERIA TEATRO STORCHI Largo Garibaldi, 15 – tel. 0592136021
Orari: martedì dalle ore 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 19.00; dal mercoledì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00; sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.00
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