
In Emilia-Romagna, dunque, le imprese giovanili continuano a contrarsi più rapidamente in ambito regionale rispetto a quanto avviene a livello nazionale.
Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna.
Segno rosso ovunque. La flessione è minore in Trentino-Alto Adige (-0,2 per cento), mentre i cali più rilevanti si sono registrati in Basilicata (-6,4 per cento), nel Molise (-5,7 per cento) e nelle Marche (-5,6 per cento). L’Emilia-Romagna è sedicesima in fondo a questa classifica.
La forma giuridica Il calo è da attribuire in primis alla flessione delle ditte individuali (-1.453 unità, -5,1 per cento), prese tra congiuntura negativa e indisponibilità del credito, ma è molto più intensa per le società di persone (-11,1 per cento, pari a 377 unità). Salgono solo le società di capitale (156 unità, +4,3 per cento). Ne risulta una polarizzazione anche della base imprenditoriale giovanile.
Settori di attività economica La riduzione delle imprese giovanili è determinata soprattutto dal crollo delle costruzioni (-1.047 unità, -10,3 per cento), in continua grande difficoltà. Un notevole contributo viene poi dalle attività manifatturiere (-7,2 per cento, -202 unità), dal commercio (-180 unità, -2,1 per cento) e dalle imprese agricole (-161 unità, -7,3 per cento).
Crescono invece le attività di ristorazione (+55 unità, +1,5 per cento) e quelle dei servizi di informazione e comunicazione (+36 unità, +4,8 per cento).




