
E’ poi intervenuta una sospensiva da parte del Tar del Lazio rispetto al pagamento, Tar che nel merito si pronuncerà mercoledì 21 gennaio, mentre si vocifera che il Consiglio dei Ministri – per evitare la bocciatura che sembra scontata da parte del Tar – adotterà appena prima una proposta di modifica del Mef: da indiscrezioni circolate risulta che i criteri restano altimetrici e varrebbe la classificazione Istat dei comuni montani.
“Restano quindi valide le critiche già fatte – afferma Cervi – si tratta sempre di un provvedimento assolutamente iniquo, sul quale occorrerebbe intervenire con misure correttive o alternative. Inoltre, avevamo ricordato a dicembre che c’erano allora solo 14 giorni per applicare una norma del tutto nuova, con pagamento in unica soluzione, contro le due rate concesse in genere per la stessa imposta; quindi una palese violazione del principio sancito nello “Statuto del contribuente” che vieta di prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti di attuazione di nuove leggi, e del principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”.
“Adesso però – riporta Cervi – sembra non vi sia intenzione di derogare dalla scadenza del 26 gennaio, o di concedere al massimo una manciata di giorni: una pretesa incredibile dato che le decisioni saranno prese dopo il 20, lasciando quindi pochi giorni (compreso un fine settimana!) al contribuente per fare i conti e provvedere”.
“Invitiamo il Governo alla ragionevolezza -conclude Cervi-: non si può vessare ed indispettire il contribuente in questo modo. Anche gli uffici (nostri e dei commercialisti) sarebbero impossibilitati ad assistere adeguatamente gli agricoltori ed i proprietari interessati. A questo punto, come gesto estremo di protesta, potremmo anche indirizzarli ai comuni, che si troverebbero altrettanto in crisi!”.
“Se il problema del Governo – come sembra – è di copertura di spese 2014, si potrebbe recuperare il ‘tesoretto’ di Federconsorzi di ben 400 milioni ed utilizzarli a copertura di questa IMU agricola; quei soldi infatti c’è sempre la tentazione di regalarli a qualcuno dentro il mondo agricolo, come accaduto a più riprese con la recente Legge di Stabilità, invece che a beneficio dell’intero mondo agricolo!”.
La Cia reggiana ricorda che in base alle nuove regole fissate a dicembre, l’esenzione totale dall’IMU è limitata ai soli Comuni con altitudine superiore ai 600 metri sui livelli del mare; mentre in presenza di un’altitudine compresa fra i 281 e i 600 metri l’esclusione è limitata ai coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola e gli imprenditori agricoli professionali. In provincia sono quindi completamente esenti solo i terreni nei comuni di Busana, Castelnovo né Monti, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Toana, Villa Minozzo. Sono invece interessati dal provvedimento i proprietari di terreni non agricoltori nei comuni di Baiso, Carpineti, Casina, Vetto.




