
Dai primi controlli tramite banca dati non risultavano esserci stati furti di questo genere né a Reggio Emilia né a Bolzano, tuttavia, l’intuito di uno degli agenti in servizio all’UPGeSP permetteva di dare un nome alla vittima: l’agente, dopo aver acceso uno dei due notebook, si accorgeva che vi erano due profili di accesso: il primo libero e privo di nome utente, verosimilmente utilizzato per l’accesso dei clienti che volessero visionare le funzionalità del dispositivo ed il secondo protetto da password e con una sigla come nome utente. La ricerca tramite internet della sigla, permetteva di risalire ad una catena di negozi di informatica con varie sedi in provincia di Bolzano. Una telefonata al titolare ha permesso di chiudere il cerchio: nella notte tra il 16 e il 17 aprile presso la filiale di Brunico (BZ) era stato consumato un furto ed erano stati asportati esattamente 45 tablet e due computer.
La scientifica, dopo aver proceduto alle operazioni tecniche del caso, è al lavoro per risalire alle identità dei ladri.




