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Carcere Bologna, Garante regionale detenuti in visita all’Istituto minorile

istituto-penitenziario-minorileAll’Istituto penale minorile regionale di Bologna, “i numeri sono tornati ai tempi del sovraffollamento del 2012” ma sono “evidenti le migliorie alla qualità della vita dei ragazzi all’interno della struttura”, perché “tutti sono occupati in attività”.

Lo segnala la Garante regionale delle persone private della libertà, Desi Bruno, che venerdì scorso si è recata in visita al Pratello accompagnata dal direttore dell’istituto, Alfonso Paggiarino, e dal comandante della Polizia penitenziaria.

A fronte di una capienza di 22 persone, al momento della visita i ragazzi erano 25, di cui 5 in aggravamento di pena: solo 8 i minorenni e molti i giovani adulti, di cui 15 fino ai 21 anni e 3 tra i 24 e i 25 anni. “Si tratta di una fascia di età eccessivamente ampia, che presenta problemi disomogenei e per cui sarebbero necessari idonei percorsi differenziati e luoghi della reclusione appropriati”, commenta la Garante. La popolazione è quasi esclusivamente di ragazzi stranieri, con due soli italiani presenti, e per questo “appare importante dare vita a interventi mirati per la peculiarità delle situazioni e delle necessità. Il mio Ufficio, dopo un anno di positiva sperimentazione ha recentemente rinnovato per un biennio il Protocollo d’intesa insieme al Centro di giustizia minorile per la prosecuzione delle attività di informazione giuridica e consulenza extra-giudiziale in favore dei minorenni stranieri dell’area penale interna ed esterna, nonché di consulenza e supporto alle direzioni e agli operatori delle strutture in materia di immigrazione- prosegue Bruno-. Credo molto in questo progetto, che considero uno degli interventi necessari per dare effettiva risposta ai problemi indifferibili di questi ragazzi: il permesso di soggiorno è tipicamente fra questi”.

A preoccupare la Garante però c’è un recente intervento dei Vigili del fuoco di Bologna che hanno dichiarato inagibili, per oggettivi motivi di sicurezza, i locali adibiti alle rappresentazioni del Teatro del Pratello: il dirigente del Centro di giustizia minorile ha già inviato al comando dei Vigili del fuoco una nota di chiarimenti e richiesta di eventuali prescrizioni da adottare per poter proseguire le attività del laboratorio teatrale, e l’auspicio di Bruno è che “si possa arrivare ad una soluzione concordata, nel rispetto della normativa vigente, per non disperdere l’attività formativa pluriennale del maestro Paolo Billi. È un vero peccato per i ragazzi non poter proseguire l’attività laboratoriale apprezzata dalla comunità tutta, in un momento, tra l’altro, di grande impulso del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna”.

In ogni caso, assicura la Garante, “tutti i ragazzi sono occupati: da attività ludiche all’arteterapia fino a un laboratorio musicale di rap, che inizia con la fine dell’anno scolastico fino a settembre in preparazione di un nuovo docu-clip, a metà tra videoclip musicale e documentario, accompagnato da parole e musica rap ideata dai ragazzi: è la loro sesta edizione e come le precedenti sarà presentata al Terra di Tutti Film Festival”. Sono stati positivamente avviati i rapporti con l’associazione Mozart14, per la realizzazione del progetto Leporello, progetto fortemente voluto dal maestro Abbado, e con ‘Informatici senza frontiere’ per un progetto digitale costruito su misura per i giovani ristretti. Proseguono anche le attività trattamentali, con particolare riguardo alla frequenza scolastica dell’obbligo e della scuola alberghiera: 4 le licenze medie ottenute e 4 i crediti formativi rilasciati per la partecipazione a corsi per la ristorazione e al laboratorio di scenotecnica.

Infine, conclude Bruno nel suo resoconto, la palestra è ben organizzata, ripulita e imbiancata, è stata inaugurata lo scorso aprile insieme ai locali cucina e mensa comune, al piano terra. “La convenzione con la ditta fornitrice che ha vinto l’appalto consente di avere pasti preparati due volte al giorno, con dieta variata nella settimana e diete speciali per motivi di salute o religiosi- spiega-. I ragazzi mangiano tutti insieme e, importante novità, è stata costituita la commissione vitto formata da 3 ragazzi – uno di fede musulmana, 2 di fede diverse dalla musulmana e un operatore dell’area pedagogica – a garanzia della qualità del cibo e rispondenza alle esigenze particolari”.