
Sarà un momento di svago e di coinvolgimento che intende conquistare il pubblico e trasmettere emozioni anche grazie alla magia dei colori appariscenti che gli abiti rispecchiano. Attimi di allegria, spensieratezza e gioia si colgono nelle colorazioni ondeggianti dei loro sari multicromatici, tinte armoniche di un rosso carminio, giallo ginestra, rosa fucsia, verde smeraldo, turchese, che dondolano dolcemente a ritmo di una melodia locale. Una proposta nuova e interessante, un pomeriggio di festa per donne italiane e donne della comunità indiana che insieme vogliono essere libere e emancipate, divertirsi in modo semplice e coinvolgente.
Alle ore 14 inizierà la Festa con le referenti impegnate all’accoglienza; la prima parte dello spettacolo proporrà poi la danza tradizionale punjabi, Bhangra (mista), con l’esibizione di 3 o 4 danzatori, in questa occasione solo donne, sul palco. Spesso questo tipo di danza si insegna ai bambini di 6/7 anni a scuola, dove si prepara uno spettacolo a fine anno. Viene usata anche per feste di matrimonio. Il Bhangra ha origine come una danza ballata dagli agricoltori per festeggiare l’arrivo della primavera, un tempo nota come Vaisakhi. Oggi il bhangra sopravvive in forme diverse e stili di tutto il mondo, compresa la musica pop, colonne sonore di film e anche concorsi collegiali.
La seconda parte della festa vedrà invece una esibizione di danza Giddha (solo femminile) con il coinvolgimento dei partecipanti, donne e bambini, a danzare assieme. Conosciuto come il ballo e la danza anello è altrettanto energico come Bhangra e allo stesso tempo riesce a visualizzare in modo creativo femminile la grazia, l’eleganza e l’elasticità.
Verso le 18, a fine spettacolo, si consegneranno degli attestati di partecipazione, in ringraziamento a tutte, donne e bambini, danzatori, che da mesi fanno prove per questo spettacolo. Verranno consegnate a tutti i presenti, le medaglie della 1a Festa Interculturale, con l’auspicio a proseguire tutti gli anni, coinvolgendo altre culture con le loro danze tradizionali.
“Questa iniziativa – concludono Luppi e Cavazzoni – è nata dalla comunità indiana punjabi sammartinese che, naturalmente, la Commissione Pari Opportunità e l’Amministrazione comunale ha supportato ben volentieri. Ottimo momento di vera integrazione multietnica in uno spazio condiviso.




