
Amalgamare sapientemente la teologia e l’alta cucina, la seduzione della musica e una severa confraternita protestante norvegese, le bollicine dello Champagne e il destino di due signorine – che il loro padre volle chiamare Martina e Filippa, in onore rispettivamente dell’iniziatore della Riforma, Martin Lutero, e del suo teologo Filippo Melantone – un tempo bellissime e ora zitelle, un sussiegoso generale e una cuoca francese in esilio, ridotta a cucinare stoccafisso e una strana zuppa di birra e pane, non è semplice. E se alla fine il generale diventa un teologo e un mistico, e la severa assemblea degli anziani confratelli si trasforma in una brigata di bambini che ruzzolano ridendo in mezzo alla neve di una notte incantata, è perché ci si è messa di mezzo l’arte. Quella della scrittrice danese Karen Blixen (1885-1962), che pubblicò questo racconto nel 1950 (in inglese, col titolo Babette Feast’s), e poi quella della sua creatura, Babette, l’oscura governante protagonista del racconto. Questa donna che si rivela una grande, grandissima artista: dei fornelli. E che fa scoprire il potere trasformante, anzi trasfigurante, dell’arte, di ogni arte: di quell’arte – non importa se applicata ai cibi, alla musica, alle parole, ai colori – che è segnata dalla grazia e ne diventa uno strumento e una manifestazione. A un patto, però: che l’artista dia tutto, che non tenga nulla per sé. In questa prospettiva si colloca anche il lavoro degli artisti che, come Amanda Sandrelli, il pianista e compositore Armando Saielli, e i musicisti dell’Ensemble IDML di Reggio, rendono possibile il dipanarsi dell’intreccio tra narrazione e musica come altrettanta esperienza di dono.
Ingresso: 20 euro intero, 17 euro ridotto. Per informazioni, Teatro Bismantova, mail biglietteria@teatrobismantova.it, tel. 0522 614078.




