
La rilevazione, effettuata su un campione di imprese del settore manifatturiero modenese, ha confermato il perdurare di una situazione stagnante del mercato interno, registrando una flessione del -3,2% degli ordini dall’Italia, mentre continua l’espansione della domanda dall’estero, con un aumento degli ordini del +7,1% sempre nel primo trimestre 2016 rispetto al corrispondente periodo del 2015. Le esportazioni hanno raggiunto in media il 40% delle vendite complessive, confermando la spiccata propensione ai mercati mondiali che caratterizza le nostre imprese.
L’indagine contempla anche quesiti sulle previsioni a breve termine formulate dagli imprenditori. La quota percentuale di imprese che si attende un incremento di produzione è salita dal 10,7% del quarto trimestre 2015 al 14,2% del primo trimestre 2016. La maggioranza degli intervistati tuttavia prospetta una situazione di stabilità (65,5%), mentre il 20,3% indica un possibile calo dei livelli produttivi nei prossimi mesi.
Un dato confortante è la tenuta occupazionale: l’85,2% degli intervistati ha indicato stabilità nel numero dei lavoratori dell’azienda.
L’andamento dei settori manifatturieri nel primo trimestre 2016.
L’industria alimentare ha mostrato un incremento tendenziale di produzione del +1,3%, mentre il fatturato è leggermente arretrato (-0,6%). Difficoltà si registrano nella raccolta ordini, in calo del -4,7% nel mercato interno e del -10,2% in quelli esteri.
La maglieria ha purtroppo confermato, anche in questo primo trimestre, il trend negativo degli anni precedenti, con decrementi generalizzati nei principali indicatori considerati: produzione (-5,7%), fatturato (-5,2%), ordini interni (-6,2%) e esteri (-3,5%).
Anche nel settore delle confezioni di abbigliamento si registrano segnali negativi, con preoccupanti flessioni di produzione (-9,8%) e fatturato (-8,8%); anche la raccolta ordini sul mercato domestico è inferiore a quella del corrispondente trimestre dello scorso anno, nell’ordine del -14,7%. Unica nota positiva il lieve aumento riportato dagli ordinativi dall’estero (+2,4%).
Nel settore ceramico, invece, gli indicatori sono positivi e mostrano una decisa crescita a livello tendenziale: +13,3% la produzione, +7,2% il fatturato, +19,4% gli ordini interni e +5% quelli esteri. Le imprese del settore sono tra le più internazionalizzate, la quota di fatturato proveniente dai mercati esteri ha sfiorato nel trimestre il 60%.
Per quanto concerne il settore dei prodotti in metallo, produzione e fatturato hanno evidenziato solo leggeri incrementi (rispettivamente +1,3%, e +1,4%). Il mercato estero si è rivelato dinamico riportando una crescita degli ordini pari al +7,9%, così come quello interno (+5,6%).
Positiva è apparsa anche la situazione del settore macchine e apparecchi meccanici dove la produzione si è incrementata del +5,8% e il fatturato ha conseguito un aumento a due cifre, +13,1%. Gli ordini dall’interno sono cresciuti del +3% mentre quelli dall’estero solo del +0,4%. La quota di fatturato realizzata sui mercati internazionali è stata in media del 58,7%.
Incerta, invece, la congiuntura del settore macchine e apparecchiature elettriche e elettroniche: la produzione è aumentata del +2,1% mentre il fatturato è diminuito del -0,8%. La raccolta ordini ha mostrato un incremento sul mercato interno (+2,3%) ed un contemporaneo calo sui mercati stranieri (-3,8%).
Il comparto che produce mezzi di trasporto e relativi componenti ha evidenziato una caduta dei volumi prodotti (-20,9%) ed un contemporaneo calo del fatturato nell’ordine del -4,9%. Stabili gli ordinativi.
Il biomedicale, infine, ha mostrato una situazione favorevole con un incremento di produzione del +7,5% mentre il fatturato è cresciuto del +12,1%. La raccolta ordini è stata particolarmente dinamica, con aumenti del +15,8% per il mercato domestico, e del +17,2% sui mercati internazionali, che assorbono oltre il 54% delle vendite.



