
L’origine della vicenda risale alla fine dello scorso mese di febbraio quando l’odierno indagato introdottosi furtivamente nell’auto di un 48enne operaio reggiano, parcheggiata in una privata abitazione di Cadelbosco Sopra, asportava dal borsello il bancomat che poi utilizzava una dozzina di volte per prelevare contante e rifornire le auto di famiglia. Oltre al furto pertanto il 48enne, come successivamente appreso dall’estratto conto, ha denunciato l’indebito utilizzo della carta bancomat posto in essere lo stesso giorno del furto per prelevare contante per oltre 1.000 euro ed effettuare pieni di benzina alle auto di famiglia e acquisti vari per ulteriori 800 euro. La tecnologia, come accade spesso in questi casi, è venuta incontro alle indagini dei carabinieri di Cadelbosco Sopra che hanno acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza della banca analizzando i filmati degli orari del prelievo. Una prima importante svolta alle indagini seguita da una fortunosa coincidenza: il filmato visionato dai militari nell’orario dell’indebito prelievo ritraeva l’effigie di un uomo di riconosciuto dai militari in quanto noto agli operanti. La fedina penale “sporca” ha giocato quindi a sfavore del ladruncolo, cosa praticamente impossibile se l’uomo fosse stato un perfetto sconosciuto, che veniva pertanto denunciato in ordine ai reati di furto aggravato e indebito utilizzo di Bancomat.



