
L’operazione, denominata ‘Crimini d’Oriente’, ha permesso di risalire ai presunti responsabili di due rapine in appartamento, a San Pier d’Isonzo (Gorizia) e Mestre, e sette furti e tentativi di furti a Mantova, Milano, Treviso e Rovigo a fabbriche e laboratori tessili di cinesi. Gli indagati, nel corso dei loro raid criminali, utilizzavano armi da fuoco e da taglio, tra cui coltelli a lama lunga, accette e machete e non esitavano a usare violenza sulle vittime, che venivano metodicamente imbavagliate e legate con fascette di plastica. L’indagine si è rivelata particolarmente complessa in considerazione della ritrosia delle vittime, tipica della comunità cinese, a denunciare alle forze dell’ordine i torti subiti, nel timore di andare incontro a ulteriori, gravi ritorsioni. Durante le perquisizioni sono state rinvenute e sequestrate, all’interno di un capannone di Poggio a Caiano, numerose macchine da cucire industriali, provento dei furti compiuti dall’organizzazione criminale.
A Reggio Emilia, i carabinieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale carabinieri nella tarda serata di ieri hanno arrestato un componente della banda, un cittadino cinese 48enne, che riuscito a sottrarsi all’arresto nel blitz della notte aveva trovato rifugio presso un’abitazione di suoi connazionali abitanti a Reggio Emilia, dove è stato localizzato e arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale al termine di una mirata e complessa attività di localizzazione. L’uomo è stato ristretto nel carcere di Reggio Emilia.




