
“Ci permettiamo di far notare – sottolinea Lapam Confartigianato – che l’adozione di un tale provvedimento, vieterebbe di lavorare a tutti, e sono tanti, i possessori di autocarri non Euro 5. Ci sembra prematuro costringere le aziende a rottamare tutti i veicoli diesel Euro 4, poichè la normativa Euro 5 è entrata in vigore in ottobre 2008 e si sono immatricolati veicoli Euro 4 sino al 2011. Si tratta, in buona sostanza, di veicoli tutto sommato recenti e ancora molto diffusi sia fra gli artigiani che nell’autotrasporto di merci per conto terzi, ma sopratutto nelle aziende del conto proprio come, ad esempio, idraulici, muratori, falegnami e altre categorie che non richiedono un utilizzo massiccio dei veicoli commerciali o industriali”.
L’associazione imprenditoriale porta alcuni numeri a sostegno della propria richiesta: “L’esclusione dalla circolazione dei diesel Euro 4 metterebbe fuori gioco circa la metà delle autovetture a gasolio, ma sopratutto i veicoli commerciali e quelli industriali: si tratterebbe di fermarne la stragrande maggioranza, ovvero il 76,7% dei veicoli commerciali e il 70% di quelli industriali. La lotta all’inquinamento – conclude Lapam – rappresenta una battaglia sacrosanta, che ha a che vedere con la salute pubblica e va dunque incentivata e sostenuta. I veicoli Euro 4 hanno abbattuto in modo importante le emissioni inquinanti e naturalmente gli Euro 5 hanno migliorato questi standard, ma una misura di questo genere rischia di penalizzare in modo sproporzionato le aziende interessate, senza dimenticare i cittadini specie le fasce più deboli che dispongono di mezzi meno moderni. Non si tratta, infine, di far circolare i veicoli più vecchi e inquinanti, ma di penalizzare una percentuale altissima dei veicoli commerciali. Per questo la richiesta – ribadisce Lapam – è di far slittare all’anno prossimo questa decisione (dando tempo alle imprese per mettersi in regola) o almeno concedere una deroga per gli autocarri adibiti al trasporto merci”.


