
Le indagini dei carabinieri, coordinate da un pool di magistrati – i pm Natalini e Imperato e il procuratore capo Musti – sono cominciate proprio con il rinvenimento del corpo carbonizzato della 31enne, lo scorso 10 settembre. Fondamentali per incastrare il cuoco, oltre ad un frammento bruciato di un libro di scuola appartenente alla figliastra dell’indagato, il gps montato sull’auto utilizzata dall’uomo, che ha consentito di individuare gli spostamenti della vettura, le immagini di alcune telecamere e i tabulati telefonici.



