
“Sapere che non si è trattato di un atto di vandalismo gratuito, quanto piuttosto del gioco di un bambino, per quanto con conseguenze non certo trascurabili, è di sollievo per tutti. E il comportamento della famiglia dimostra senso civico ed è un esempio per gli altri genitori, ma anche un monito per tutti noi a insegnare ai nostri figli ad amare il Duomo, le opere d’arte e le cose belle di cui Modena è ricca. E amare significa innanzitutto conoscere, rispettare e quindi educare al rispetto. È sul rispetto per il patrimonio artistico, culturale, ma anche per il patrimonio pubblico e soprattutto per le altre persone, che si misura il grado di coesione di una comunità”.




