

In particolare, le attività investigative, sviluppate mediante intercettazioni telefoniche ambientali e servizi di osservazione, hanno permesso agli specialisti della Sezione Antidroga di ricostruire l’operato di una stabile organizzazione criminale dedita al narcotraffico operante in varie zone d’Italia ma avente il proprio centro organizzativo ed operativo a Reggio Emilia e dotata di consolidati collegamenti con fornitori esteri.
Sono stati così delineati i ruoli svolti da ciascun membro dell’organizzazione e fatta luce sulle modalità eseguite dall’organizzazione criminale (promossa in particolar modo da tre fratelli G.A. classe 73, A.I. classe 76 e M.N. classe 84 tutti residenti a Reggio Emilia) per far arrivare in Italia ingenti quantitativi di eroina proveniente dal Pakistan (tramite Grecia e Spagna).
Gli stessi in particolare si avvalevano di connazionali che giungevano nel nostro Paese, via aereo, ed occultavano la droga utilizzando la rischiosa tecnica del “body paker”, ingerendo gli ovuli di eroina alla partenza, poi espulsi una volta giunti a destinazione.

Nel corso dell’intervento odierno i finanzieri hanno anche sottoposto a sequestro preventivo ai fini della confisca, beni, intestati e/o riconducibili ai principali indagati (tra autovetture, appartamenti, garages, attività commerciali operanti nel settore del commercio al dettaglio) localizzate nelle province di Reggio Emilia, Mantova, Monza-Brianza, costituenti incrementi patrimoniali del tutto sproporzionati rispetto alle dichiarazioni reddituali prodotte, del valore complessivo di circa mezzo milione di euro.
Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari sono tuttora in corso numerose perquisizioni che vedono coinvolti oltre 150 finanzieri ed un elicottero.
Di fondamentale importanza per il buon esito dell’operazione il coordinamento della D.C.S.A. (Direzione Centrale Servizi Antidroga), del C.O.A.N. (Comando Operativo Aeronavale) di Pratica di Mare (RM) e del R.O.A.N. (Reparto Operativo Aeronavale) di Rimini.



