
L’assessore Vandelli riepiloga in tre punti la situazione.
“La bonifica delle aree, di norma, è di competenza dei proprietari. Quindi la bonifica dell’Amcm – spiega Vandelli – dovrebbe pagarla il Comune, ovvero i cittadini. Noi invece abbiamo caricato il costo della bonifica fino a 500 mila euro sulle imprese, ovvero sui privati. Abbiamo fatto esattamente il contrario di quello che spaventa così tanto Prampolini”.
“Le cisterne e la complessità della bonifica – aggiunge l’assessora – non sono una scoperta di oggi. Lo sappiamo da sempre e lo abbiamo sempre detto. Se Prampolini se ne è accorto solo ora non vuol dire che noi saremmo dilettanti e pressappochisti, vuol dire soltanto che lui era distratto e che è impreparato”.
“La stima di 500 mila euro – è il terzo punto – è stata fatta dai tecnici e non dai politici, in costante rapporto con Arpa. Anche se Prampolini sembra ignorarlo, in Comune e fra i collaboratori del Comune ci sono fior di professionisti. E proprio perché siamo politici e professionisti seri, abbiamo detto a chiare lettere che la cifra esatta sarà calcolata col piano di caratterizzazione dei suoli”.
L’assessora Vandelli conclude con alcune domande: “La Lega e Prampolini ritengono che la bonifica vada fatta o pensano che la riqualificazione dell’area si debba fare senza? Se la si deve fare, con quali soldi? Se non è da fare, quali dovrebbero essere le tutele per l’ambiente e la salute? Credo che i modenesi meritino una risposta”.



