
Dopo uno dei loro furti, Osamu e suo figlio si imbattono in una ragazzina in mezzo ad un freddo glaciale. Dapprima riluttante ad accoglierla, la moglie di Osamu acconsente ad occuparsi di lei dopo aver appreso le difficoltà che la aspettano. Benché la famiglia sia così povera da riuscire a malapena a sopravvivere commettendo piccoli reati, sembrano vivere felici insieme finché un incidente imprevisto porta alla luce segreti nascosti che mettono alla prova i legami che li uniscono…
La recensione
Come disse una volta a proposito di altre questioni l’attuale pontefice (santificato da Wim Wenders nel suo Un uomo di parola presentato sempre a Cannes pochi giorni prima del film di Kore-eda), chi siamo noi per giudicare? Per giudicare, intendo, una famiglia che cresce sì come ladri i suoi virgulti però garantendo loro una protezione dagli orrori del mondo là fuori? Si resta avvinti a questo mirabile racconto che, con precisione geometrica e massima sobrietà e pulizia di stile, pone l’eterna ma sempre cruciale questione: chi sono i veri genitori? E quanto contano i legami di sangue? Quanto si può eluderli? Kore-eda aveva già affrontato la questione in Like Father, Like Son lanciato qualche anno fa sempre a Cannes, ricevendo anche un premio dalla giuria presieduta da Steven Spielberg: neonati scambiati nella culla e allevati nelle famiglie sbagliate. Ma davvero sbagliate? Come allora, anche adesso il regista non offre risposte, pone solo domande. E le ultime scene, così pudicamente strazianti e nipponicamente misurate, non fanno che porci altre domande e altre ancora. Un film semplice e terso, che è puro Kore-eda e ne conferma la statura di maestro. Sacrosanta Palma d’oro (Luigi Locatelli, Nuovo Cinema Locatelli)
Al via la gara “4 Giorni Corti”
Un peluche, un paio di collant, la frase “Ciò che vendi non è più tuo”. Questi gli elementi obbligatori da inserire in maniera originale – pena l’esclusione dalla selezione – nei cortometraggi della gara “4 Giorni Corti” 2019, partita ufficialmente ieri sera mercoledì 24 aprile. Gli elementi sono stati svelati dagli organizzatori del Nonantola Film Festival nel corso della serata alla Sala Cinema Massimo Troisi di Nonantola: 82 le troupe iscritte, che entro l’1 del mattino di lunedì 29 aprile dovranno consegnare il lavoro finito via web, oppure brevi manu agli organizzatori presenti al Troisi dalle ore 19.00 del 28 aprile alle ore 1.00 del 29 aprile, indicando quale tra i due generi assegnati per sorteggio hanno seguito per la realizzazione. Tra tutti i corti pervenuti, l’organizzazione sceglierà fino ad un massimo di 20 cortometraggi che accederanno alla finale di domenica 5 maggio quando una Giuria di qualità assegnerà ai primi tre classificati premi rispettivamente da 1500, 500 e 250 euro.


