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Donazione per il Mire della scuola primaria Bibbiano

“Non possiamo sempre fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”. Con queste e altre parole di Madre Teresa di Calcutta gli alunni della scuola primaria “Neria Secchi” di Bibbiano hanno presentato la loro iniziativa di solidarietà con cui hanno realizzato una raccolta fondi a favore del MIRE, l’ospedale dedicato a maternità e infanzia che sorgerà dietro al Santa Maria Nuova.

La consegna del generoso contributo nelle mani della presidente di Curare Onlus, Deanna Ferretti e del ginecologo Martino Abrate, è avvenuta martedì presso la scuola. Nell’occasione i bambini hanno recitato poesie sul tema della solidarietà e hanno condiviso le loro esperienze di momenti in cui sono venuti in contatto con il mondo della Sanità reggiana.

I soldi (un po’ più di mille euro) sono stati raccolti nell’ambito dell’annuale proposta di sensibilizzazione “La Settimana del pane”. Già da anni il progetto dà frutti positivi, a favore della ricerca, di adozioni a distanza, di varie associazioni che hanno sempre come comune denominatore i bambini. Per una settimana la merenda è stata sostituita da pane fresco, gentilmente fornito a prezzo di favore dal forno Fantuzzi di Aiola, e i bambini per quelle ricreazioni hanno portato a scuola una somma da destinare al MIRE. Presenti alla consegna oltre alle insegnanti che hanno curato l’iniziativa, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e l’assessore alla Scuola Paola Tognoni.

I bambini sono stati sensibilizzati dalle insegnanti sull’importanza del donare in favore di progetti che si occupino di altri bambini meno fortunati e nella mattinata in molti, tra loro, sono intervenuti con propri pensieri sul valore delle azioni per assistere il prossimo. Il ringraziamento a nome dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia è stato portato dal dottor Abrate che ha lodato la perspicacia di questi piccoli nel ragionare sul tema e sottolineato l’importanza del ruolo della scuola come luogo in cui si apprende anche ad ampliare il proprio sguardo per avvicinarsi ai bisogni degli altri imparando fin da piccoli a essere solidali.