
Un importante investimento, che coinvolge entrambe le aziende sanitarie modenesi, nell’ottica di un miglioramento sia strutturale che tecnologico a vantaggio dei cittadini della provincia. Il progetto complessivo infatti prevede lo sviluppo di tutta la rete modenese di diagnostica di laboratorio con il progressivo rinnovo di attrezzature e il necessario adattamento degli ambienti, intervento già concluso all’Ospedale di Pavullo e in corso proprio in questi mesi sia al Santa Maria Bianca di Mirandola che al Ramazzini di Carpi.
Storicamente, il sistema sanitario modenese ha elaborato uno dei primi modelli italiani di network di laboratori diagnostici ove tutti i laboratori e le attività sono fortemente integrati in rete, dalle attività eseguite in vicinanza del paziente, ai laboratori analisi presso i vari ospedali modenesi, fino al laboratorio di riferimento provinciale interaziendale chiamato BLU (Baggiovara Laboratori Unificati) presente presso l’Ospedale Civile di Baggiovara. BLU, che esegue gli esami per esterni e specialistici per i tutti i cittadini della provincia di Modenesi, è uno dei più grandi laboratori italiani e europei ed esegue circa 9 milioni di esami all’anno. È parte del Dipartimento di Medicina di Laboratorio e Anatomia Patologica dove si svolgono le attività diagnostiche di laboratorio sia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria che dell’Azienda USL.

Le tecnologie più innovative e sofisticate saranno a disposizione di un team di professionisti di elevata competenza, in forze al BLU e in rete con gli altri laboratori provinciali. Sarà così possibile effettuare nuovi esami sempre più efficaci e utili per la diagnosi e la terapia delle malattie, gestire le risposte e informazioni cliniche in tempo reale, identificare i fattori di rischio per prevenire le malattie, orientare la diagnosi di laboratorio sulla medicina personalizzata che permette di identificare le caratteristiche specifiche del singolo individuo. Una medicina di eccellenza e sempre all’avanguardia per i cittadini modenesi.



