
Per questo motivo, nei giorni scorsi, la Giunta comunale, su proposta dell’assessore al Personale Gianpietro Cavazza, ha modificato due articoli del Codice di comportamento (il 10 comma 9 relativo ai dipendenti e il 12 comma 12 riguardo ai dirigenti) proprio per accogliere il suggerimento dell’Anac che, inoltre, ha evidenziato anche l’importanza dell’immediata trasmissione al Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza (Rpct) dell’ente della comunicazione di avvio del procedimento penale per condotte di natura corruttiva nei confronti di dipendenti e dirigenti da parte degli organi che la ricevono, al fine di vigilare sulla disciplina e sull’effettiva eventuale adozione del provvedimento di rotazione straordinaria.
Anche questo elemento è stato così introdotto nella modifica al Codice di comportamento, sia riguardo ai dipendenti che ai dirigenti, prevedendo in entrambi i casi l’obbligo per i responsabili degli Uffici per i procedimenti disciplinari di informare immediatamente il cosiddetto Rpct dell’avvio di procedimenti penali nei confronti di dipendenti e dirigenti per condotte di natura corruttiva, ricevuti o di cui si è comunque venuti a conoscenza.
Il Codice di comportamento (l’ultima modifica risale al 2014) definisce i doveri di “diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta” che tutti i dipendenti del Comune di Modena sono tenuti a osservare. Le norme spaziano dai rapporti con i colleghi a quelli con il pubblico, dalla gestione delle risorse pubbliche all’immagine dell’ente, fino agli eventuali conflitti d’interesse, ai comportamenti da assumere in servizio e nei rapporti privati, alla trasparenza e alla prevenzione dei fenomeni corruttivi.



