
L’équipe ha eseguito l’intervento nei giorni scorsi presso l’Ospedale di Baggiovara: si tratta dell’inserimento di un nuovo dispositivo di infusione farmacologica su di una paziente di 51 anni affetta da una grave sindrome della muscolatura degli arti inferiori, caratterizzata da dolore invalidante. L’impianto di tali presidi per l’infusione continua di farmaci è indicato nel trattamento delle patologie con dolore non responsivo ai comuni trattamenti o, come in questo caso, nelle forme di spasticità dolorosa che limitano l’autonomia motoria.

“Da una parte – illustra Cristina Mastronicola – grazie ad una batteria garantita per 10 anni di utilizzo e un programmatore esterno è possibile definire e modificare il flusso giornaliero di somministrazione del farmaco; dall’altra, a differenza di analoghi dispositivi, la pompa può continuare l’erogazione del farmaco in modalità ‘meccanica’ somministrando cioè, ad un flusso fisso, il dosaggio giornaliero necessario, anche a batteria esaurita: questo significa eliminare la necessità di sostituire i presidi evitando così al paziente disagi e rischi connessi ad ulteriori interventi chirurgici. Un’altra peculiarità di questa operazione è stata la scelta della sede di impianto della pompa, solitamente inserita in regione addominale; il dispositivo d’infusione è stato infatti collocato sul gluteo per contrastare eventuali complicanze legate all’ipotonia muscolare addominale causata dalla patologia di cui è affetta la paziente. Di fronte alla buona riuscita di questa operazione – conclude Mastronicola – è doveroso un ringraziamento all’intera équipe che ha collaborato all’intervento e alle Direzioni dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria per aver consentito che tale collaborazione potesse concretamente realizzarsi. Un ottimo esempio di lavoro di squadra, una sinergia a servizio della salute dei cittadini modenesi che auspichiamo possa ripetersi anche a beneficio di altri pazienti”.
(Nella foto: al centro la paziente insieme alla Dottoressa Cristina Mastronicola, al Dottor Massimo Beghi e all’Equipe della sala operatoria)



