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Aumento delle compravendite a Reggio Emilia. Quali sono le aree di maggior interesse

Nel 2019 l’Emilia Romagna ha visto esplodere il mercato immobiliare dell’intera regione, con 62 mila immobili scambiati si posiziona al terzo posto italiano con quasi il 10% dell’intero mercato residenziale di Italia. Tale situazione ha portato a un aumento dei prezzi medi nominali al metro quadro e si considera che per il 2020 continuerà la crescita arrivando al 6,2% punti percentuali in più rispetto al 2019.
A questa crescita hanno partecipato tutte le provincie emiliane, Ferrara, Parma, Forlì, Modena. L’Emilia Romagna è stata così la regione d’Italia più proficua per l’anno 2019. Molte le persone che hanno optato per l’acquisto dell’immobile, soprattutto nelle provincie più che nel capoluogo. Questa crescita è stata possibile anche grazie alla maggiore disponibilità delle banche nell’erogazione di mutui, i loro tassi di interesse che si sono sensibilmente ridotti, i numerosi progetti di costruzione e di riqualifica delle strutture già esistenti a cui è stata data nuova luce.
Tutto questo permetterà alla crescita di continuare almeno per il biennio che verrà.

La crescita di Reggio Emilia

Una delle città toccate da questa crescita del mercato immobiliare è stata Reggio Emilia, dove nel 2018 sono state più di 2000 le compravendite immobiliari concluse, confermando la crescita che vede il suo inizio nel 2017. Si parla del 6% in più rispetto all’anno precedente che già si posizionava in crescita rispetto alla curva discendente che avevano preso i dati del decennio precedente.
Il fatturato complessivo per quanto riguarda le compravendite è cresciuto di ben 454 milioni di euro, il 9% in più rispetto a quello che aveva concluso il 2016.
Per il 2019 il trend di crescita viene confermato e migliorato, e così sarà anche per gli anni a seguire, soprattutto il 2020 farà tornare il territorio sui livelli competenziali del 2007, prima della crisi dei mercati e dell’infusa sfiducia che le persone avevano nei confronti di qualsiasi tipo di investimento.
Il mattone ha saputo riconquistato la fiducia della popolazione, si pensa che le transazioni potranno avere una crescita che si assesterà intorno al 4% mentre il fatturato potrà aumentare di 6 punti percentuale.
Tutto questo è il prospetto messo in vista dal Rapporto 2019 del mercato immobiliare.
Questo tipo di mercato sta uscendo dalla crisi che lo ha contraddistinto nell’ultimo decennio, quando le compravendite risultavano in perenne calo rispetto agli anni passati.
L’anno migliore per il mercato reggiano fu il 2007, da allora è sempre stato con indici di crescita negativi, almeno per i dieci anni che lo hanno seguito. Le previsioni sono positive anche per il 2020, che vedrà di nuovo la conferma del mercato e del trend di ascesa.
Con la crisi, in 10 anni il centro aveva perso ben 10 punti percentuali sulle compravendite, solo dal 2016 è iniziata la rinascita.
Se il centro vede il maggiore aumento del livello di affari, a ruota lo segue il semicentro, mentre la periferia resta un po’ sulle retrovie anzi perde punti con un calo del 40% delle quotazioni e il meno 3% sulle vendite.
Uno dei quartieri più attivi nella movimentazione del mercato è il Regina Pacis con il suo 5,4% sul totale del volume di affari.

Un po’ di prezzi

Quello che è cresciuto nel territorio è stato il prezzo medio nominale al metro quadro, un appartamento arriva a costare tra i 2000 euro e i 3600 al metro quadro, ed ecco che i Trilocali in vendita a Reggio Emilia con circa 90 metri quadri arriva a costare intorno ai 140 mila euro. Per quest’anno soprattutto nel centro e semicentro della città, l’aumento dei prezzi sarà ancora di 3 punti percentuale, soprattutto nelle zone di pregio della città. I prezzi più alti si trovano nel villaggio di Magenta e nella zona di Canali, Albinea e Quarto Castella sono i paesi in cui investire sul mattone richiede l’esborso di denaro più alto di tutta la provincia.

Immobili commerciali

Se il mercato delle case è in crescita, resta in netta difficoltà la fetta di mercato occupata da uffici e negozi, non sono molte le persone che si buttano nell’acquisto di tali immobili, la crisi economica su questo ancora pone la sua mano, facendo avere un certo grado di prudenza agli investitori del mattone.
E’ così che le case vedono gran fermento, mentre i negozi e gli uffici restano fermi ai box.