
«La grossa emergenza dello scorso novembre era stata proceduta da un’altra situazione critica nel maggio 2019» ha commentato la direttrice Nicolini «Avendo ottenuto lo stato di dichiarazione di emergenza abbiamo la possibilità di intervenire. Queste infrastrutture sono importanti e il lavoro dovrà analizzare il loro rapporto con il fiume: le infrastrutture devono essere sicure e al tempo stesso consentire al fiume di scorrere in sicurezza. C’è il nostro massimo impegno con i tecnici del servizio per continuare a lavorare in questi territori».
A Molino Cattani il ponte omonimo sul fiume Setta che collega la frazione di Rioveggio (Monzuno) con i comuni di Grizzana da una parte e Marzabotto dall’altra fu chiuso dopo la piena del 17 novembre scorso, per fortuna prima che qualcuno potesse farsi seriamente male. Le acque del fiume, infatti, infrangendosi contro la struttura avevano provocato il cedimento di un parte della stessa: tuttavia dopo neanche due mesi il ponte è tornato ad essere percorribile, grazie ad un primo tempestivo intervento costato approssimativamente 135 mila euro, di cui circa 80 mila garantiti proprio dalla Protezione Civile regionale. I lavori non sono ancora conclusi, perché la ditta Cave Due Torri sta continuando ad operare per mettere in sicurezza le sponde del fiume, ma intanto la circolazione è garantita.

Oltre a verificare i lavori conclusi e quelli in corso, la mattinata è stata l’occasione per individuare strategie comuni di progettazione e finanziamento per garantire la sicurezza di tutte le frazioni vicine ai fiumi; principalmente quelle lungo il torrente Setta, ma anche quelle nei pressi del Savena, sul fronte orientale del Comune. Le precipitazioni violente degli ultimi anni hanno fatto provocato frane e smottamenti in tante aree dell’Appennino: la principale è sicuramente quella della strada provinciale 325 Val di Setta, crollata l’aprile scorsa e per la quale non si hanno ancora tempi certi di riapertura. Si è discusso anche di questo durante l’incontro, con il sindaco Pasquini che oltre a ringraziare per il supporto sin qui mostrato ha chiesto supporto all’agenzia regionale sia per comprendere a che punto sono le progettazioni presentate alla cittadinanza nei mesi scorsi, sia per chiedere collaborazione nel sollecitare l’avvio dei lavori.
La frana è ancora in movimento e questo complica i lavori, sollecitati dalla popolazione visto che con la chiusura della provinciale i veicoli si riversano sulle piccole strade comunali adiacenti, che però non possono sopportare a lungo il traffico, soprattutto quello dei mezzi pesanti, con situazioni critiche quando a causa di incidenti nemmeno l’autostrada è percorribile, come accaduto di recente.




