
Il sostituto titolare dell’inchiesta, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla vittima, una 50enne reggiana, prescrivendogli di non avvicinarsi a più’ di 1000 metri dalla stessa e dai luoghi dalla medesima frequentati. Provvedimento di natura cautelare che l’altra sera è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Bagnolo in Piano che hanno condotto le indagini.
Dalle risultanze investigative è emerso come la donna, dal 2016 e durante la successiva separazione intervenuta nel febbraio del 2019, è stata sottoposta a continue vessazioni da parte dell’ex marito che le proferiva frasi umilianti ed ingiuriose, minacce ripetute di morte e violenze fisiche per risolvere discussioni familiari. In particolare oltre alle aggressioni verbali quotidiane e a gesti di violenza ripetuta su oggetti della casa nel maggio-giugno 2019 alla richiesta di restituire i soldi rimanenti della spesa, la prendeva per la gola tentando di farle ingoiare le monete che aveva in mano. A dicembre del 2019 dopo averla offesa minacciandola di morte, minacciava di gettare i suoi effetti dalla finestra. A fine febbraio scorso dopo averla minacciata di morte alla richiesta della donna di non utilizzare la sua auto in quanto priva di revisione non solo la prendeva ma una volta rientrato a casa nel proseguire la discussione sferrava un calcio alla donna, le versava in testa un bicchiere d’acqua e le tirava verso il viso un piatto piena di pasta. Infine, il giorno della festa donna, durante una discussione la colpiva con pugni in testa, la faceva cadere a terra continuando a colpirla con calci. In tale circostanza strappava il filo del telefono di casa e gettava a terra il cellulare al fine di costringerla a non chiamare i carabinieri per le violenze che stava subendo.
Gravi episodi quelli denunciati dalla donna che, riscontati dai militari in forza alla stazione di Bagnolo in Piano che hanno condotto le indagini, hanno visto la Procura reggiana richiedere ed ottenere dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia il citato provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai Carabinieri che hanno posto fine alle violenze dell’uomo.



