Home Bassa reggiana Carabinieri stroncano lo spaccio via WhatsApp: 25enne nei guai a Fabbrico

Carabinieri stroncano lo spaccio via WhatsApp: 25enne nei guai a Fabbrico

Dall’attento monitoraggio dei giovani assuntori del paese ha preso spunto la pregevole attività antidroga condotta dai carabinieri della stazione di Fabbrico che partendo proprio dalla discreta ma attenta vigilanza su questi ragazzi, monitorati per diverse settimane, sono arrivati a un 25enne incensurato abitante nella bassa reggiana risultato cedere stupefacenti (marjuana e hascisc) a giovani in età scolare.

A Fabbrico  non sempre “i panni sporchi” si lavano in famiglia laddove alcuni cittadini preoccupati più per la salute dei loro ragazzi rispetto agli eventuali provvedimenti in cui potevano incorrere (ovvero la segnalazione amministrativa quali assuntori) si sono rivolti ai carabinieri del paese confidando alcuni loro sospetti. Segnalazioni particolarmente fruttuose quelle registrate dai carabinieri di Fabbrico che vagliate ed approfondite hanno portato a individuare due giovani 20enni del paese trovati in possesso rispettivamente 1 grammo di marjuana e mezzo di hascisc. Stupefacente che, detenuto per uso personale non terapeutico, è stato sequestrato amministrativamente dai carabinieri della stazione di Fabbrico che hanno segnalato i due giovani alla Prefettura di Reggio Emilia quali assuntori di stupefacenti.

Un primo importante riscontro seguito poi da ulteriori incontrovertibili elementi in ordine all’illecita attività condotta da un giovane 25enne abitante nella bassa reggiana. Grazie infatti alla visione di inequivocabili messaggi rinvenuti sull’applicativo WhatsApp del cellulare dei due 29enni i carabinieri di Fabbrico hanno rivolto le loro attenzioni investigative nei confronti del 25enne a carico del quale i carabinieri di Fabbrico hanno acquisito incontrovertibili elementi di reità in ordine al reato di spaccio di stupefacenti.

In particolare i carabinieri di Fabbrico si recavano nell’abitazione del 25enne dando corso a una perquisizione domiciliare che pur non portando a rinvenire stupefacenti consentiva di sequestrare i suo smartphone all’interno del quale nell’applicativo WhatsApp i militari rinvenivano inconfutabili messaggi che rimandavano all’attività di spaccio oggetto delle attenzioni investigative. Alla luce di quanto accertato il giovane veniva denunciato  per il reato di spaccio di stupefacenti.