
“Ricevo numerose richieste da parte di famiglie e conoscenti straziate dal dolore di non poter far visita ai propri cari. Personalmente ritengo che la riapertura di questi luoghi sia doverosa nei confronti di quei genitori che hanno perso la loro unica ragione di vita vedendosi strappare un figlio troppo giovane e che sia l’unica fonte di sollievo dalle “costrizioni” odierne per le persone sole, abituate ad andare a “dialogare” davanti alla lapide del proprio coniuge (o affetto)” – incalza Messori.
“Ora serve che i cimiteri siano resi il prima possibile fruibili ai parenti dei defunti, non potendo dimenticare anche chi ha di recente perso i propri cari e che, per le prescrizioni dell’attuale stato emergenziale, non hanno potuto neanche dare loro l’ultimo saluto durante il funerale” – chiosa Barcaiuolo.


