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Vendono motore d’auto on linea ma è truffa. Denunciati dai carabinieri di Rubiera

L’inserzionista curava la pubblicazione degli annunci esca su noti siti internet di annunci, portando avanti via WhatsApp la trattativa per poi incassare il danaro delle “vendite fantasma” di motori per auto, grazie ai bonifici effettuati sulla postepay dell’amico compiacente. In questo modo il duetto di filibustieri dalla provincia di Napoli ha raggirato anche un reggiano che ha risposto all’annuncio concernente la vendita di un motore per auto che ha pagato 1.800 euro, senza vedersi consegnare nulla, in quanto i due furbastri truffatori incassato il danaro sono spariti nel nulla. Per questo i carabinieri della stazione di Rubiera, a cui un operaio 54enne ha sporto denuncia, a conclusione di mirate indagini telematiche, hanno denunciato per concorso in truffa un 26enne di Volla (NA) e un 21enne di Casalnuovo di Napoli. Il 26enne è risultato l’autore dell’inserzione e colui che ha portato avanti la trattativa, mentre il 21enne è l’intestatario della carta postepay dove sono finiti i soldi.

Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata da un 54enne reggiano che navigando in Internet aveva acquistato su un sito di annunci un motore per la sua autovettura. Dopo aver intavolato via telefono la trattativa riusciva a concludere l’acquisto per un importo di 1.800 euro che versava secondo quanto pattuito sulla postepay indicatagli dal venditore. All’accredito dell’importo non è però corrisposta la consegna del motore, in quanto il venditore spariva nel nulla bidonando il malcapitato reggiano. Materializzato di essere rimasto vittima di una truffa l’uomo si presentava ai carabinieri di Rubiera formalizzando la relativa denuncia. Dopo una serie di riscontri tra l’utenza telefonica dove veniva intavolata la trattativa e il conto dove erano stati versati i soldi i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sugli odierni indagati nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa in concorso per la cui ipotesi di reato venivano denunciati.