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Gianluca Di Marzio, Nicolò Govoni, Serena Dandini, Ambra Angiolini a dicembre sugli schermi di Forum Eventi

Un calendario ricchissimo quello di Forum Eventi per le prossime settimane: gli amanti dei libri possono cominciare a segnarsi i numerosi appuntamenti previsti in diretta streaming sulla pagina facebook “BPER Banca Forum Monzani” e sulla home page del sito www.forumguidomonzani.it: la programmazione per ora arriva all’8 dicembre, ma la TV del Forum accompagnerà il pubblico fino alle porte del Natale.

Il prossimo incontro con l’autore è previsto per domenica 29 novembre alle 17.30 con Beppe Severgnini che dedica 50 (buoni, soprattutto) motivi per essere italiani «a tutti gli italiani nuovi, seminuovi e usati». Il suo ultimo libro “Neoitaliani” (ed. Rizzoli) è un manifesto in cui prova a spiegare chi siamo e chi dovremmo essere. “I neoitaliani siamo tutti noi, che abbiamo attraversato la stranissima primavera del 2020 e ora affrontiamo un futuro incerto – racconta il giornalista scrittore -. Dalla bufera siamo usciti diversi. Peggiori o migliori? Direi: non siamo andati indietro. A modo nostro, siamo andati avanti. Siamo stati costretti a trovare dentro di noi, nelle nostre città, nelle nostre famiglie, nelle nostre teste, nel nostro cuore, risorse che non sapevamo di possedere”. I neoitaliani, dunque, sono pronti a fare cose nuove. Non sappiamo quali e non sappiamo quante e non sappiamo quando. Sappiamo, però, che dipenderà da noi.

Il giornalista di Sky Gianluca Di Marzio, punto di riferimento per ogni trasferimento di un giocatore, giovedì 3 dicembre alle 21 presenta “Grand hotel Calciomercato” foto (Cairo Editore)  in cui racconta storie, aneddoti e ricordi del mondo del pallone: trattative sfumate per visioni celestiali, scaramanzie assurde che fanno saltare accordi praticamente chiusi e giocatori che cambiano idea all’ultimo rovinando i piani dei club. Trattative concluse a Ibiza davanti a un cocktail fresco e sopra un dondolo oppure quelle definite proprio all’ultimo secondo, addirittura oltre il gong finale: una su tutte, forse la più importante del nostro calcio, Maradona al Napoli, un ricordo che acquista ancora più significato alla luce della recentissima scomparsa del campione. Anche Leo Messi a un passo dal Chelsea di Mourinho è un segreto, analizzato nel dettaglio e raccontato fino in fondo, una storia d’amore andata in fumo proprio sul più bello. Sliding doors, incontri top secret, aerei persi, alberghi di lusso e strategie che si avvicinano molto a partite di poker. Il filo che lega tra loro i tantissimi retroscena di questa realtà parallela è leggero e divertente, proprio come le innumerevoli scaramanzie di chi vive il mercato in prima linea, sborsando milioni su milioni pur di prendere un calciatore: i presidenti. C’è chi, prima della firma, esige una perizia grafologica e c’è chi non si siede nemmeno al tavolo a trattare se all’interno della data di nascita compare il numero 17. I meccanismi del mestiere sono tecnici e complicati ma qui i lettori possono capire cos’è il calciomercato in modo semplice, ironico e popolare.

Dopo aver girato oltre 36 città nel mondo, la mostra fotografica “Attraverso i nostri occhi. Vivere da bambini in un campo profughi” dell’organizzazione no-profit Still I Rise è diventata un libro edito da BUR Rizzoli: gli autori destineranno i loro proventi alle attività educative di una scuola in Siria. Presidente e Direttore di Still I Rise, nonché firma principale del libro, è Nicolò Govoni, che lo presenta sabato 5 dicembre alle 17.30. Il libro è un vero e proprio progetto corale: si apre con una favola scritta da Govoni, che narra una storia toccante di amicizia, integrazione e sopravvivenza nella cornice dell’hotspot di Samos. Prosegue con le lettere di Nicoletta Novara a introdurre le due sezioni pre e post pandemia, per poi arrivare al cuore pulsante del progetto: le fotografie dei bambini e ragazzi profughi sull’isola, che raccontano una quotidianità divisa tra gli orrori di un campo profughi disumano e lo splendido stupore nella scoperta della cultura europea, in cui si immerge la loro speranza di un domani migliore. Sono proprio i ragazzi a parlare delle loro vite, dei loro sogni e delle loro lotte quotidiane. Lo fanno in prima persona, con una didascalia ad accompagnare ogni scatto realizzato attraverso le tecniche apprese durante il corso di fotografia seguito a Mazì, il centro educativo di Still I Rise per adolescenti profughi sull’isola di Samos.

È una viaggio nella storia del secolo scorso il nuovo libro di Serena Dandini “La vasca del Führer” (Einaudi): l’autrice lo presenta domenica 6 dicembre alle 17.30 È un’immersione nella vita romanzata di Elizabeth – detta Lee – Miller, modella americana e fotografa, tra le prime reporter donna a entrare a Dachau e Auschwitz-Birkenau dopo la Liberazione come inviata di Vogue, la rivista per cui era stata ragazza copertina. Musa e compagna di Man Ray nella Parigi dei surrealisti, amica di Pablo Picasso, attrice per Bunuel, Lee spiazza tutti con il suo spirito autonomo e anticonformista. Dirà “preferisco fare foto che essere una foto” e aprirà un suo studio a New York, ma arriverà a scattare sotto le bombe di Londra e tra le rovine dell’Europa devastata dalla guerra. Provando a resistere all’orrore con alcol e benzedrina, o chiudendosi in una lussuosa fattoria del Sussex con un figlio arrivato a 40 anni e 2000 libri di cucina. La lettura del libro di Serena Dandini è come uno specchio che rimanda tante domande alle donne di oggi. Abbiamo il coraggio di guardare dritto negli occhi il Male? Quanto si paga l’indipendenza? Cosa abbiamo sacrificato per un uomo o per la sicurezza economica e psicologica?

Tutti la conoscono da quando era poco più di una bambina, ma aveva già stoffa da vendere. Ambra Angiolini è così, e sa ancora sorprendere e appassionare il pubblico raccontando a cuore aperto un aspetto di sé doloroso e intimo: la lotta contro la bulimia. Lo ha fatto in forma di un libro autobiografico, e martedì 8 dicembre alle 17.30 spiega al pubblico del Forum che oggi, quella “InFame” (Rizzoli), come recita il titolo, non è più lei. “Mangiare era il modo di sfogare la mia incapacità di chiedere aiuto. Ho sempre cercato di fare male a me stessa e mai agli altri. Ad un certo punto, non riesci più a vedere lucidamente quello che succede fuori. Tutto il percorso è buio e luce, hai dei momenti di grande felicità alternati a momenti di disperazione totale. Quando però perdi anche il motivo per il quale succede, lì cominci ad avere una paura che ti porta a cercare altro senza stancarti mai, fino a che, ma non per tutti, arriva il lieto fine…”. L’attrice è riuscita a guarire con fatica e grande sacrificio ma anche con l’aiuto delle persone giuste. A darle gioia e speranza nella vita, la nascita della figlia Jolanda, l’Angelo di Francesco Renga che “ha fatto in modo che la mia pancia diventasse improvvisamente il posto più accogliente e pieno della terra”.