Oggi 26 e domani 27 novembre, viene lanciato ufficialmente attraverso incontri online il progetto REUSEMED che creerà reti di riutilizzo nelle città mediterranee di Italia, Giordania, Spagna e Tunisia per cambiare l’atteggiamento dei cittadini nei confronti del riutilizzo.

Le pubbliche amministrazioni su entrambe le sponde del Mediterraneo tendono a concentrare i loro sforzi sul riciclo, ma molto meno sulla promozione del riutilizzo o della riparazione di beni che possono avere una seconda vita, completando così il ciclo delle quattro R dell’economia circolare: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare e Riparare.

Per cambiare questa tendenza, il Comune di Capannori, Fondazione Reggio Children e Remida hanno aderito al progetto REUSEMED insieme ad amministrazioni pubbliche e associazioni di Spagna, Italia, Tunisia e Giordania.

Il progetto REUSEMED mira a creare reti municipali basate su circuiti di riutilizzo di elettrodomestici, mobili, libri, vestiti, apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e cibo, sul compostaggio e su programmi di baratto. Per creare le reti, 4 città mediterranee – Cordoba in Spagna, Capannori in Italia, New Deir Allaa in Giordania e Sakiet Ezzit in Tunisia – progetteranno e testeranno delle compostiere, punti di raccolta di cibo nei mercati, centri di riparazione e riutilizzo, e angoli di riuso nelle botteghe e dei caffè del riuso.  Inoltre, una app collegherà gestori e utenti dei diversi circuiti.

Anche se promosse dalle amministrazioni locali preposte alla gestione dei rifiuti con il coinvolgimento delle organizzazioni di stakeholder locali, si prevede che le reti di riutilizzo diventino autosostenibili nel medio termine, quando i ricavi dalla vendita di prodotti riparati potrebbero finanziare risorse umane e la manutenzione delle infrastrutture. Tutte queste attività saranno supportate da azioni di diffusione e promozione.

Oggi e domani sono in corso incontri online con la partecipazione delle 8 organizzazioni partner:

  • Sanitation Cordoba e Associazione Nazionale delle Imprese Ambientali Pubbliche (Spagna)
  • Ministero dell’amministrazione locale e New Deir Allaa Municipality (Giordania)
  • Comune di Sakiet Ezzit e Agenzia nazionale per la gestione dei rifiuti (Tunisia)
  • Comune di Capannori e Fondazione Reggio Children – Loris Malaguzzi (Italia).

 

REUSEMED è finanziato dall’Unione Europea (UE) nell’ambito del programma ENI CBC Med. Il suo bilancio totale è di 3,2 milioni di euro, di cui 2,9 milioni di euro sono il contributo dell’UE (90%).

Carla Rinaldi: “Un progetto per recuperare cose e competenze perdute, contro la cultura dello scarto”

“Aggiustare ciò che non funziona, anziché buttarlo, è prendersi cura del pianeta. Questo dice il progetto Reusemed, recuperare cose e competenze perdute. Partecipiamo con Remida, che è un Centro di riclaggio creativo, ma soprattutto un progetto culturale di sostenibilità e ricerca che ben si sposa con gli obiettivi del Comune di Capannori – commenta  Carla Rinaldi presidente di Fondazione Reggio Children -.  L’emergenza climatica, oltre che quella sanitaria, chiedono di valorizzare riusare e restituire risorse e beni esistenti, rispetto a una tendenza al consumo, all’usa e getta, allo scarto. E anche di recuperare conoscenze e capacità perdute. Continueremo quindi in questa occasione a promuovere l’idea che lo scarto sia un frammento carico di futuro, portatore di un messaggio etico ed educativo”.

Remida è un progetto di Fondazione Reggio Children, Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia e IREN.

All’incontro on line di oggi ha partecipato l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori, Giordano Del Chiaro: “Sono realmente contento che con questo progetto il Comune di Capannori possa avere accesso a importanti finanziamenti europei che ci consentono di valorizzare e proseguire nei prossimi anni il grande lavoro che già è stato fatto sul tema del riuso dei materiali – ha dichiarato Del Chiaro – . L’avvio di questa nuova avventura mi entusiasma principalmente per due motivi: il primo è dovuto alla squadra di cui ci onoriamo di far parte. Quando 8 soggetti di 4 Paesi diversi, con differenti aree di intervento si riuniscono attorno ad un progetto, che ha tra i principali obiettivi quello di creare un network internazionale stabile sul riuso dei materiali e la riparazione di oggetti , mettendo in comune le esperienze fatte, è sempre un motivo di ottimismo verso il futuro della nostra civiltà. Il secondo motivo – prosegue l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori – è legato alla storia del nostro territorio, perchè il Comune di Capannori, con le diverse amministrazioni che si sono succedute, dal 2007, quando aderì quale primo Comune italiano alla strategia Rifiuti Zero, ad oggi ha sempre avuto come faro dell’attività amministrativa l’attenzione all’impatto, che come comunità, abbiamo sull’ambiente che ci circonda, mettendo in atto importanti progetti legati alla raccolta differenziata, al  recupero e al riutilizzo dei materiali”.