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I sindaci di Sassuolo, Mirandola e Finale appoggiano la proposta di Alan Fabbri: ristoranti aperti all’interno per i conviventi



Foto di Yenni Vance da Pixabay

Ristoranti aperti anche all’interno da subito, per chi vive sotto lo stesso tetto. Sono i primi cittadini di Sassuolo, Gian Francesco Menani, Mirandola, Alberto Greco, e Finale Emilia, Sandro Palazzi, a rilanciare la proposta del collega di Ferrara, Alan Fabbri, delegato Anci alle ‘Politiche istituzionali, riforme e autonomie’.

“È di concretezza e buonsenso l’idea che le persone che costituiscono un nucleo convivente possano accedere, già dal 26 aprile in zona gialla, ai locali interni dei ristoranti, ampliandone così la capacità ricettiva, già più che dimezzata dalle misure anticovid, se non annullata per gli esercizi che non dispongono di dehor.

Si tratta inoltre di una modalità immediatamente attivabile in piena sicurezza, visti gli investimenti già attuati dai ristoratori nell’ottica di una ripartenza rispettosa delle disposizioni anti-contagio.”

Ci siamo attivati per esentare gli esercizi dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico – affermano i sindaci -. Tuttavia esistono realtà che non hanno alcuna possibilità di utilizzare spazi esterni: questa sarebbe una opportunità fondamentale per la loro sopravvivenza. Per tutti costituirebbe una boccata d’ossigeno, dopo oltre un anno di difficoltà e incertezze. Crediamo che sia una proposta sensata e di grande equilibrio, che auspichiamo appoggiano anche gli altri sindaci modenesi, e non soltanto, così da poterla avanzare insieme, e con maggiore peso”.

Sassuolo, Mirandola e Finale Emilia fanno dunque da avanguardia.
“Un asse leghista, che testimonia come la Lega Salvini Premier viva nelle comunità, ne conosca le esigenze quotidiane e sappia dare risposte fattive a cittadini e imprenditori – spiega il referente provinciale, Davide Romani -. E non a caso, sono i nostri sindaci ad avanzare una soluzione di grande concretezza,  dal momento che sono in prima linea in questa emergenza sanitaria, divenuta economica e sociale: i primi a dover fronteggiare, sul territorio, i problemi”.

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