Home Modena A Modena 10 giorni di mobilitazione per chiedere attenzione e garanzie per...

A Modena 10 giorni di mobilitazione per chiedere attenzione e garanzie per la scuola



A Modena 10 giorni di mobilitazione per chiedere attenzione e garanzie per la scuolaI sindacati della scuola Flc/Cgil, Cisl/Scuola, Uil/Scuola Rua e Snals/Confsal di Modena hanno proclamato 10 giorni di mobilitazione dal 10 al 20 maggio con assemblee on line che copriranno tutti i luoghi di lavoro della provincia e una manifestazione conclusiva il 20 maggio davanti alla Prefettura.

A più di un anno dall’inizio della pandemia e nel secondo anno scolastico in cui le lezioni in presenza sono state caratterizzate da innumerevoli stop and go, e le criticità hanno pesantemente condizionato la vita delle scuole, dai trasporti insufficienti, fino ai sistemi di tracciamento saltati e agli screening mancati, le Organizzazioni Sindacali della scuola si confronteranno con le lavoratrici e lavoratori e insieme a loro condivideranno le proposte di interventi e investimenti urgenti e necessari per l’avvio del prossimo anno, per evitare che la scuola continui a pagare uno dei prezzi più cari della crisi pandemica e sociale.

Si tratta della prima mobilitazione sindacale del mondo della scuola a livello nazionale, da Modena infatti si vuol dare un segnale del disagio e delle difficoltà del mondo della scuola a causa di errori che dopo un anno di emergenza non si sarebbero dovuti ripetere.

Nell’ambito delle giornate di mobilitazione sono previsti anche due incontri-confronti in presenza, il 14 maggio con i parlamentari modenesi e il 17 maggio con i consiglieri regionali eletti nei collegi di Modena. Il 20 maggio, giornata conclusiva della mobilitazione, si terrà una manifestazione statica presso la Prefettura di Modena dalle ore 15 con l’obiettivo di chiedere al Governo di farsi carico di tutto ciò che è necessario per evitare che anche il prossimo anno scolastico sia caretterizzato da disastri e criticità come quello che si sta concludendo.

Finalità di questa mobilitazione, tra le altre cose, è proprio quella di sollecitare i luoghi della politica, le amministrazioni e le istituzioni decisionali a intervenire per tempo facendosi carico di quanto necessario ad evitare che la scuola, e in particolare il sistema educativo e formativo del nostro territorio, continui ad essere penalizzata da criticità e problemi irrisolti.

L’anno scolastico che si avvia al termine è stato infatti caratterizzato da innumerevoli criticità a causa della pandemia e della conseguente emergenza sanitaria, con una particolare concentrazione nei nostri territori, vedi anche la recente querelle sui doppi turni, figlia di un sistema di trasporto pubblico palesemente inadeguato.

Queste difficoltà strutturali attinenti la mobilità e i luoghi dell’istruzione, si uniscono a questioni decisive di salute e sicurezza: una campagna vaccinale per il personale scolastico avviata e interrotta prima della conclusione, falle nel sistema di tracciamento dei contagi e di test, protocolli di sicurezza non aggiornati, attività didattiche svolte parte in presenza e parte da remoto attraverso la Didattica Digitale Integrata e la Didattica a Distanza (è il caso, ancora attuale, delle scuole secondarie di secondo grado).

 

A poche settimane dalla fine dell’anno scolastico sono necessari una serie di interventi che preservino la chiusura delle lezioni in sicurezza, e che non pregiudichino lo svolgimento degli esami di maturità. I sindacati hanno chiesto alle scuole di fare il possibile per garantire, durante le lezioni in presenza, un distanziamento oltre il metro stabilito ormai quasi un anno fa, quando ancora non si dovevano fronteggiare le diverse varianti.

Serve inoltre rinforzare i protocolli di sicurezza e dotare studenti e personale di dispositivi di protezione individuale più efficaci rispetto alle tanto criticate mascherine chirurgiche in dotazione oggi.

Altrettanto necessario è poi un raccordo costante, attraverso la Prefettura e la Provincia, di tutti i soggetti che ruotano intorno al sistema scuola: l’Amministrazione scolastica, i trasporti, le rappresentanze dei lavoratori, la sanità. In particolare, per quanto riguarda la sanità, le Organizzazioni Sindacali chiedono informazioni precise e report periodici rispetto alle situazioni di contagio e di quarantena nelle scuole, un presidio sanitario in ogni scuola, tracciamenti efficaci, e un sistema di screening diffusi da ripetersi con una certa ciclicità.

Accanto ad una conclusione il più possibile ordinata e proficua dell’attuale anno scolastico, occorre fare il punto sugli opportuni interventi e investimenti da mettere in campo in vista del prossimo settembre, con il duplice obiettivo di far tesoro dell’esperienza e di mettere in cantiere un 2021/22 all’altezza delle aspettative: di chi a scuola quotidianamente lavora, messo di fronte alla sfida di reinventare il proprio mestiere, nonché dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie.

Per il prossimo anno scolastico occorre terminare la campagna di vaccinazione, istituire un sistema di screening efficace, diminuire drasticamente il numero di alunni per classe e quindi potenziare fortemente gli organici, investire sull’edilizia scolastica e reperire nuovi spazi, investire e potenziare il sistema di trasporto pubblico.

Il personale della scuola – tra tantissime difficoltà e in molti casi pagando in termini di stravolgimento dei tempi di vita e dei tempi di lavoro – si è fatto carico di tenere in piedi il sistema scolastico italiano. Il tempo della pazienza e delle attese però adesso è finito! Inutile dire che senza interventi radicali rischieremo di vedere un film già visto: a distanza di oltre un anno sarebbe veramente inconcepibile ripetere gli stessi errori.

La campagna vaccinale su tutta la popolazione italiana darà senza dubbio un contributo importante ad avviarsi verso la normalità. Ciononostante però non sappiamo se e quanto sarà definitivamente risolutiva della crisi sanitaria. Per questo, anziché scommettere che tutto andrà bene, è necessario attivarsi per prevenire tutti i rischi che possono presentarsi.

Infine, ma non ultimo, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals/Confsal ricordano che il contratto nazionale del settore Istruzione e Ricerca è scaduto da oltre 2 anni e che gli stipendi degli insegnanti italiani sono tra i più bassi d’Europa: è ora di andare oltre le dichiarazioni di principio dei diversi ministri che nel tempo si sono succeduti e garantire retribuzioni dignitose a chi, in una delle peggiori crisi che il mondo abbia conosciuto si è fatto carico di garantire il diritto all’istruzione nel nostro Paese.

(Flc/Cgil, Cisl/Scuola, Uil/Scuola Rua e Snals/Confsal Modena)