
“Nelle scorse settimane come Flc Cgil Modena abbiamo incontrato i parlamentari modenesi, insieme agli altri sindacati, in occasione della mobilitazione della scuola.
A loro abbiamo chiesto interventi radicali: sulla sicurezza, sugli organici del personale, sull’edilizia, sul numero di alunni per classe.
Oggi quella mobilitazione, tutta sindacale, entra nell’agenda della politica locale.
È un buon risultato ed è il frutto di decine di assemblee, del coinvolgimento dei lavoratori della scuola, degli studenti e delle loro famiglie, delle istituzioni del territorio e del presidio unitario presso la Prefettura dello scorso 20 maggio (foto).
Adesso però, se davvero si vogliono affrontare i problemi della scuola, serve un intervento deciso a livello parlamentare, a partire dalla modifica, radicale e urgentissima, del DPR 81 del 2009. Quel decreto cioè che, con una logica tutta ragionieristica impone alla scuola la formazione di classi con un numero spropositato di alunni.
Questo è l’intervento che serve davvero.
Per cui, bene le interrogazioni parlamentari, bene le sollecitazioni agli eletti sul territorio: ma se non c’è un impegno – vero, reale e concreto – nelle aule di Camera e Senato, allora rischiamo di assistere ad un inutile teatrino che crea aspettative ma non produce risultati concreti.
Il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle sono al governo di questo paese, insieme a buona parte delle altre forze politiche italiane.
A loro quindi – conclude Claudio Riso, segretario sindacato scuola Flc/Cgil Modena – la richiesta e la sollecitazione a sentire la responsabilità di fare proprie le sollecitazioni urgenti che arrivano dal mondo della scuola e ad essere coerenti e conseguenti con le dichiarazioni di principio e con gli impegni presi”.




