Il Consiglio comunale ha approvato – con 19 voti favorevoli (Pd, Più Europa, Immagina Reggio, Reggio è) e  7 voti contrari (Lega Salvini premier, M5S, Alleanza civica, Forza Italia) – la modifica Statuto della Società per la trasformazione urbana (Stu) “Conoscenza, innovazione, creatività, memoria – Società per la trasformazione urbana in Reggio nell’Emilia”, in forma abbreviata “Stu Reggiane S.p.a”.

 

STU REGGIANE SPA ESTENDE LE PROPRIE FUNZIONI – LA MODIFICA DELL’OGGETTO SOCIALE APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE

La Società di trasformazione urbana (Stu) Reggiane spa, partecipata al 70% dal Comune di Reggio Emilia e al 30% da Iren Smart Solutions, rafforza ed estende le sue funzioni e la conseguente operatività, con una modifica allo Statuto societario, presentata stasera al Consiglio comunale dal vicesindaco Alex Pratissoli e approvata con 19 voti favorevoli (Pd, Più Europa, Immagina Reggio, Reggio è) e  7 voti contrari (Lega Salvini premier, M5S, Alleanza civica, Forza Italia).

All’originaria funzione attribuita a Stu, ovvero attivare interventi di rigenerazione urbana nell’area delle ex Officine Reggiane, con la contestuale realizzazione del Parco Innovazione, che rimane la principale attività, si affiancano due nuove funzioni:

·         promuovere e favorire interventi di rigenerazione urbana sull’intero territorio comunale, attraendo risorse private e pubbliche, a partire da quelle messe in campo con il Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr), erogando servizi anche disgiunti dalla realizzazione diretta di interventi di natura edilizia;

·         svolgere una attività di promozione territoriale finalizzata ad attrarre nuove imprese interessate ad insediarsi a Reggio Emilia, impegnate negli ambiti della produzione e ricerca dall’elevato valore aggiunto.

 

DALL’ORIGINE AD OGGI – Gli importanti risultati ottenuti da Stu Reggiane spa, costituita nel 2015, e le progettualità ancora in corso, sono ben evidenziati da alcuni dati significativi.

Il solo progetto del Parco Innovazione, infatti, corrisponde ad un investimento complessivo di 62 milioni di euro, dei quali circa 30 milioni di euro provengono da investimenti privati da parte delle aziende che hanno acquisito gli spazi nel Parco e la parte restante da importanti contributi pubblici relativi al Piano nazionale Città e al Bando Aree urbane e Periferie, nonché, per 3,5 milioni di euro, dal Bilancio comunale. Il moltiplicatore fra l’investimento diretto del Comune e quello complessivo rende il progetto del Parco Innovazione uno dei maggiori attrattori di investimenti pubblici e privati in regione nell’ambito della rigenerazione urbana.

Ad oggi Stu Reggiane ha completato i lavori del Capannone 18 e del primo stralcio di piazzale Europa. Sono attualmente in corso i lavori: dei Capannoni 17 e 15 la cui conclusione è prevista nel secondo semestre del 2022; la riapertura del braccio storico di viale Ramazzini, del secondo stralcio di piazzale Europa, nonché della riapertura del passaggio a livello di viale Ramazzini con conclusione dei lavori entro fine 2021. Inoltre, entro il mese di luglio, verrà pubblicata la gara per il riuso del capannone di via Gioia 4 (ex Mangimifico Caffarri) completando così gli interventi previsti.

Attualmente sono presenti al Parco Innovazione 6 aziende, per un totale di circa 450 persone. A partire del prossimo anno si aggiungeranno 9 soggetti (aziende, ordini professionali, istituti) nel capannone 17 e due corsi di di studio dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia nel capannone 15, che porteranno ulteriori 1.500 persone a frequentare quotidianamente questo luogo.

 

OBIETTIVO 1: ESTENDERE LA RIQUALIFICAZIONE A TUTTA L’AREA REGGIANE – L’obiettivo prioritario di Stu Reggiane rimane quello di completare il progetto di rigenerazione urbana relativo al Parco Innovazione, che attualmente occupa metà dell’area delle ex Officine Reggiane. Per la restante parte dell’area sarà fondamentale lo sviluppo di rapporti di partenariato con i soggetti privati proprietari, per i quali si ipotizza, per Stu, un ruolo non necessariamente diretto negli investimenti, quanto piuttosto di regia nel guidare una rigenerazione urbana che sia coerente con gli obiettivi del masterplan dell’area stessa, caratterizzato dalle seguenti funzioni prevalenti:

·         la realizzazione del quarto Polo universitario di Reggio Emilia, dedicato al digitale in grado di ospitare fino a sei corsi di studio;

·         l’insediamento di nuove imprese ed enti impegnati nel campo dell’economia circolare, della meccatronica, dell’educazione, dell’intrattenimento;

·         la creazione di nuovi servizi per le imprese e le persone;

·         la realizzazione di incubatori per la ricerca e il trasferimento tecnologico.

 

OBIETTIVO 2: PROMUOVERE LA RIGENERAZIONE URBANA – La centralità della rigenerazione urbana e della riduzione del consumo di suolo nelle politiche territoriali rendono l’esperienza maturata da Stu un patrimonio di conoscenze utile per innescare processi virtuosi in altri ambiti della città.

La scelta strategica di Reggio Emilia, in tal senso, è stata confermata sia dalle recenti varianti in riduzione, sia dal nuovo Piano urbanistico generale (Pug) in fase di redazione.

In questo contesto, che privilegia il partenariato pubblico-privato per la rigenerazione degli ambiti più complessi, occupa un ruolo centrale la capacità di attrarre risorse e di accompagnare gli investitori verso la riqualificazione del territorio urbanizzato. La modifica statutaria consentirà a Stu di favorire questa dinamica virtuosa estendendone la competenza all’intero territorio comunale, al fine di erogare una gamma di servizi qualificati sulla rigenerazione urbane e garantire al contempo il perseguimento di rilevanti interessi pubblici.

 

OBIETTIVO 3: ATTRARRE NUOVI INVESTIMENTI – Come avvenuto di recente per Silk-Faw, nel quale Stu Reggiane ha svolto un ruolo di primaria importanza nell’attrarre e supportare l’investimento privato, si delinea l’opportunità di arricchire gli obiettivi della Stu integrandoli con quelli della promozione territoriale, al fine di attrarre nuove funzioni qualificate, coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

L’obiettivo è quello di promuovere la crescita e, più in generale, la competitività dinamica della Città, attraverso il potenziamento delle reti di relazione tra gli attori dello sviluppo economico, favorendo scelte localizzative che appaiono sempre meno legate ai tradizionali fattori di carattere esclusivamente logistico e più dipendenti dalle condizioni complessive di contesto: la qualità della vita, il capitale umano, i distretti insediati, l’efficienza del sistema pubblico e privato.