Al congresso di Lapam Moda erano presenti, oltre a presidente e segretario generale Lapam, Gilberto Luppi e Carlo Alberto Rossi, anche il presidente nazionale Confartigianato Moda Fabio Pietrella.

Prima qualche dato portato dall’Ufficio studi Lapam: in provincia di Reggio Emilia settore della moda è centrale. Secondo i dati presentati da Monica Salvioli dell’Ufficio studi Lapam, nel 2020 le imprese attive sul territorio sono state 1.099, di cui il 72,9% artigiane e il 98,9% micro e piccole imprese. Gli ambiti più rappresentati sono quello dell’abbigliamento (80,7%), il tessile (16%) e la pelle (3,3%). La filiera della moda reggiana, che dà lavoro a più di 5.000 addetti, di cui il 51,4% lavora per delle Mpi, fa dell’export una delle proprie vocazioni principali. Le esportazioni, in crescita costante nei primi tre trimestri del 2019, hanno vissuto un crollo drammatico con lo scoppio della pandemia, per poi intravedere uno spiraglio di rinascita nel primo trimestre del 2021 che però vede ancora un dato negativo, con un volume di affari di 386 milioni di euro, pari al 14% del totale. L’Europa è diventato il target principale, totalizzando il 68% delle esportazioni totali, mentre il resto del mondo si attesta al 32% con un marcato ridimensionamento. Nel 2020 le imprese della provincia di Reggio Emilia si sono mostrate anche molto attente ai temi della sostenibilità, con il 62% delle Mpi che hanno investito in operazioni green, di cui il 57% di esse è riuscito a sfruttarle per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato. Molto stimolante in questo senso l’intervento di Niccolò Cipriani, fondatore del giovane brand ecologico Rifò, che produce capi a km0 e con materie riciclate: un’esperienza di successo particolarmente interessante. Cipriani ha ricordato l’importanza dell’economia circolare nel comparto: “L’idea di recuperare la materia prima attraverso i cenciaioli, che a Prato erano migliaia e ora sono una cinquantina, mi è venuta in un viaggio in Vietman, vedendo quanti vestiti invenduti sia nel mondo occidentale che poi in oriente, vengono bruciati negli inceneritori o gettati in discarica”. Un’idea di moda sostenibile ed etica, quella di Rifò, che sta incontrando un grande successo. A seguire Massimo Garuti di Democenter-Sipe ha parlato di innovazione digitale per il rilancio del distretto.

Da ultimo l’elezione del consiglio e del presidente Lapam Moda, Roberto Guaitoli è stato confermato alla guida della categoria: “La condizione del comparto moda non è certo florida e l’improvvisa comparsa sulla scena della pandemia ha appesantito fortemente la situazione – ha sottolineato Guaitoli -. In questo difficile contesto come Lapam Confartigianato abbiamo a più livelli cercato di mantenere alta l’attenzione dei decisori politici ed economici sul nostro settore e a livello locale abbiamo alimentato iniziative destinate in modo particolare alle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del nostro distretto. Vogliamo continuare a lavorare con le istituzioni del territorio, con le altre realtà associative e con le scuole”.

 









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