Home Reggio Emilia Concluso a Reggio Emilia il 3^ meeting antifascista

Concluso a Reggio Emilia il 3^ meeting antifascista



Domenica scorsa si è concluso il 3^ meeting antifascista con il pranzo al quale hanno partecipato oltre cento persone, tra cui i partigiani combattenti Ireo Lusuardi e Gaetano Davolio.

Nella mattinata si era svolta la presentazione del libro di Luciano Casali e Laura Artioli “una giovane attrice intelligente” incentrato sulle lettere giovanili che Lucia Sarzi scrisse ad alcuni coetanei di diciotto-venti anni di Lentate sul Seveso nelle quali esprime le proprie idee e fa comprendere come si forma in Lei e negli altri giovani l’avversione al fascismo. E’ un percorso molto interessante e significativo sulle ragioni della perdita del consenso del fascismo e della crescente opposizione al regime fascista, che cancellò tutte le libertà individuali e collettive ed ha portato l’Italia alle guerre coloniali e poi al drammatico secondo conflitto mondiale a fianco della Germania Hitleriana.

Le lettere furono ritrovate casualmente da Luciano Casali nell’archivio centrale della polizia a Roma conservate dopo il sequestro e il successivo processo che portò alla condanna di tutti i giovani.

La discussione sulle lettere e sugli scritti di Laura Artioli e Luciano Casali da parte di Mirco Zanoni del Museo Cervi, di Vera Romiti presidente di Auser e della senatrice Albertina Soliani presidente dell’Istituto Cervi hanno permesso non solo di comprendere e di analizzare le ragioni di quegli scritti degli anni 1938-40 ma anche di cogliere il significato delle loro crescenti espressioni critiche.

Si trattava di aspirazioni alla libertà di pensiero e di organizzazione. Maturava in quei giovani la speranza di una nuova società e l’idea di creare una rete clandestina, che poi sviluppandosi e diffondendosi, creò le basi per la resistenza nei nostri territori.

Lucia Sarzi, grazie alla copertura della sua attività teatrale, fu molto attiva in provincia di Parma e poi nel reggiano ove entrò in contatto anche con la famiglia Cervi. Nel 1943 accompagnò Giorgio Amendola nel suo peregrinare clandestino nel nord Italia e collaborò anche alla stampa e alla diffusione de L’Unità.

Nell’intervento conclusivo la senatrice Soliani ha sottolineato l’importanza di comprendere le ragioni delle scelte di avversione al fascismo da parte dei giovani di allora che si collegano idealmente con le lotte per i diritti in atto nel nostro ed in tanti paesi; alle guerre ai conflitti ed alle emergenze umanitarie allora si rispose con il movimento della resistenza mentre oggi la risposta è quella degli strumenti democratici che ci ha dato la Costituzione Repubblicana e la comunità europea a partire dalle politiche di libertà, giustizia e di solidarietà.

Da quelle lettere, di oltre ottanta anni fa, viene un messaggio di grande attualità per le sfide ed i problemi di oggi.

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