
L’andamento climatico anomalo ha l’effetto – segnala Coldiretti Modena – di ingannare le coltivazioni favorendo un “risveglio” anticipato che le rende poi particolarmente vulnerabili all’eventuale prossimo arrivo del gelo con danni incalcolabili, a partire dagli alberi da frutto. Un malaugurato brusco abbassamento della colonnina di mercurio al sotto dello zero – continua Coldiretti Modena – provocherebbe un’inevitabile moria di gemme con i raccolti compromessi proprio come successo nel 2021 quando le tarde gelate di fine marzo – inizio aprile (con punte anche di 4 – 5 gradi sotto lo zero) ha provocato perdite dell’80% sulle pere Abate ma ha anche praticamente annientato la produzione delle ciliegie precoci.
A preoccupare è poi la prolungata mancanza di precipitazioni che in certe aree del nord dura da quasi 2 mesi con siccità nelle campagne e nei boschi dove si moltiplicano gli incendi. Il fiume Po è in secca come d’estate con il livello idrometrico al Ponte della Becca sceso a -3 metri, più basso che a Ferragosto, secondo le indagini di Coldiretti, con un allarmante potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell’arco alpino ed appenninico ed il cui valore, soprattutto nella parte lombarda e piemontese, registra un -58%.
Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, siccità e alluvioni ed il rapido passaggio dal freddo al caldo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.




