
“Il dietrofront del Governo è incomprensibile e appare come uno schiaffo sonoro e doloroso ad un intero settore che rischia il collasso. Il Governo con la sua decisione, tanto repentina quanto inattesa, si dimostra insensibile rispetto all’impossibilità delle imprese di poter continuare i lavori nei cantieri a causa dei continui aumenti dei materiali che li costringono a subire pesanti perdite nei lavori già acquisiti e avviati utilizzando listini più utili per la teca di un museo che per definire i contenuti giuridici di un contratto. Quando abbiamo visto che tra le cause di forza maggiore per la sospensione di un contratto di appalto era stato inserito anche l’aumento anomalo e improvviso dei materiali utilizzati per le costruzioni, avevamo pensato ad una scelta positiva, certamente non risolutiva, ma almeno si andava nella giusta direzione. Leggere poi che tutto questo è sparito dal testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale è per noi una vera e propria doccia fredda” tuona Claudio Candini presidente del Collegio Imprenditori Edili Emilia.
Intanto i prezzi continuano a crescere: dopo il bitume, il gasolio, il ferro, le materie plastiche .. e per aprile è già stato annunciato un altro pesante aumento del cemento (fino a 30 €/ton) che porterà il calcestruzzo ad un aumento di circa 15 €/mc. Di fronte a una situazione di questo tipo l’azienda si trova stretta in una morsa che può essere mortale. L’imprenditore davanti a sé ha due strade: decidere di continuare a lavorare, rispettando il contratto, oppure bloccare le attività. Nel primo caso si aprirebbe la strada ad una lenta agonia che potrebbe portare al fallimento, nel secondo si andrebbe incontro a diffide e cause legali da parte del committente. A confermare l’insostenibilità della situazione per l’intero settore c’è un altro dato: in Italia sono ormai diverse decine le gare pubbliche per l’assegnazione di lavori andate deserte. La motivazione è tanto singolare quanto semplice: in un momento in cui i prezzi dei materiali utilizzati aumentano, in modo esponenziale e con cadenza quasi quotidiana (oggi la validità di un preventivo non supera i tre giorni), approntare un’offerta che sia economicamente sostenibile è pressoché impossibile per cui si preferisce, paradossalmente, non “rischiare” di vincere la gara perché se ciò avvenisse si lavorerebbe in perdita.
“Il nostro, lo ribadiamo, non è solo un grido di serio allarme, vorremmo andare oltre, cercando di creare delle alleanze con i committenti per evitare che il sistema collassi. Ci aspettiamo però che si faccia sistema e che, nel rispetto delle varie competenze, si creino delle alleanze per superare insieme questa difficilissima situazione. Speriamo che il Governo si ravveda e intervenga per aiutare il nostro comparto” conclude Claudio Candini Presidente del Collegio Imprenditori Edili Emilia.



