Buone notizie anche per le 15 aziende emiliane pioniere che, su base volontaria, hanno aderito al progetto Life AgriCOlture. Aderire a questa nuova pratica agro-ecologica per la sostenibilità ambientale, finanziata dall’Unione Europeo, consentirà agli agricoltori di accedere a maggiori risorse del Piano di sviluppo rurale della Regione Emilia Romagna.

“Il progetto Life AgriCOlture – spiga Domenico Turazza, direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – sta fattivamente indagando il fatto che è possibile attuare un nuovo modo di fare agricoltura in modo ancora più rispettoso dell’ambiente, contrastando l’accumulo di anidride carbonica in atmosfera e favorendo lo stoccaggio nei terreni con tecniche di agricoltura conservativa. Sarà d’esempio per le aziende che vorranno cimentarsi in questa pratica in futuro, su scala nazionale e, anche, europea”.
Il progetto europeo Life AgriCOlture è promosso da Consorzi di Bonifica Emilia Centrale e Burana, Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Crpa in 15 aziende agricole dell’Appennino tra Parma, Reggio Emilia e Modena.
Nella nuova programmazione PAC 2023-27 – da cui derivano i Piani di sviluppo rurale regionali – l’Italia ha proposto sia alcuni eco-schemi, sia alcuni interventi agro-climatici-ambientali (ACA) dello sviluppo rurale intendono valorizzare i vantaggi delle leguminose e delle foraggere ai fini degli obiettivi ambientali e climatici.

“Il progetto Life AgriCOlture che stiamo sperimentando e studiando va esattamente in questa direzione e attinente sia all’ecoschema 4 sui sistemi foraggeri che non utilizzano trattamenti e diserbi che all’ACA 6 per l’introduzione di colture di copertura e della bulatura”, osserva Maria Teresa Pacchioli, ricercatrice del Crpa, impegnato come partner del progetto a pianificare e seguire le innovazioni per la produzione e l’uso innovativo dei foraggi delle aziende .

“Questi due strumenti proposti dall’Italia – conclude Luca Filippi, project manager del progetto che si concluderà nel 2023 – rientrano tra le buone pratiche agricole adottate per le aziende dimostrative di Life AgriCOlture. Tra queste, ad esempio: l’introduzione di leguminose diverse dall’erba medica, anche in consociazione con graminacee, introdotte attraverso la trasemina su sodo di prati degradati. Obiettivo è quello di realizzare prati con cotici più robusti, migliore valore nutritivo della biomassa e contrasto all’erosione. I prati così migliorati, che non utilizzano diserbo e concimazioni chimiche, più produttivi e biodiversi, potranno essere maggiormente remunerativi anche grazie ai contributi della prossima Pac”.

 

ECOSCHEMI E INTERVENTI AGROCLIMATICI AMPIENTALI A TUTELA DELL’AGRICOLTURA CONSERVATIVA

L’eco-schema numero 4 Sistemi foraggeri estensivi, è finalizzato a “favorire l’introduzione in avvicendamento di colture leguminose e foraggere, nonché colture da rinnovo con l’impegno alla gestione dei residui in un’ottica di carbon sink, al fine di sostenere orientamenti produttivi aziendali meno impattanti in termini di impiego di input produttivi”.
Sono ammissibili all’eco-schema, che prevede il pagamento ad ettaro, le superfici a seminativo in avvicendamento sulle quali sono rispettati i seguenti impegni:
– coltivazione di leguminose da granella o foraggio o di altre colture foraggere;
– non uso di prodotti fitosanitari e di diserbanti chimici.
È prevista integrazione dell’importo per impegni assunti in Natura 2000 e Zone Vulnerabili ai Nitrati.

L’intervento agro-climatico-ambientale ACA 6 – Introduzione di colture di copertura e della bulatura intende sviluppare il settore delle colture proteiche. Le colture di copertura sono finalizzate alla produzione di servizi agronomico-ambientali, quali: il contrasto dei fenomeni di degradazione del suolo (erosione, compattamento e perdita di biodiversità), l’apporto o il recupero di nutrienti, la conservazione della sostanza organica, la riduzione del tasso di mineralizzazione e la riduzione di eventuali effetti negativi delle colture precedenti sulla fertilità biologica. L’operazione prevede un sostegno per l’incremento della copertura vegetale delle superfici a seminativo e per l’introduzione di tecniche quali la bulatura (trasemina di leguminose su cereali).