Il Tribunale di Modena, nell’ambito della causa pilota promossa dalla Cgil di Modena tramite un pool di avvocati (Ernesto Giliani, Annalisa Bova, Fabrizio Fiorini, Gabriella Cassibba, Laura Caputo, Yuri Trovato), si è pronunciato accogliendo le principali istanze del giovane operaio di origine ucraina M.N., che nel 2016, quando lavorava a voucher in una piccola azienda metalmeccanica di Bastiglia, si era gravemente infortunato mentre era al lavoro su una pressa, perdendo tre dita della mano sinistra.

“Il Giudice del Lavoro Vincenzo Conte – spiega Cgil Modena in una nota – con sentenza n.35 del 4 marzo 2022, ha infatti dichiarato l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra M.N. e l’azienda metalmeccanica di Bastiglia, riconoscendo l’uso strumentale ed abusivo dei voucher da parte dell’azienda stessa, nonché l’invalidità del contratto di apprendistato ritenendo “oltremodo plausibile” che lo stesso contratto fosse stato predisposto immediatamente dopo l’evento infortunistico, per regolarizzare la posizione lavorativa del giovane operaio.

Il Giudice del Lavoro ha accertato l’esistenza del rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato dal 16.6.2016 al 22.4.2018 con inquadramento nella 2° categoria del Ccnl Metalmeccanici-Industria. Conseguentemente ha condannato l’azienda di Bastiglia alla regolarizzazione previdenziale e assistenziale del contratto di lavoro a tempo indeterminato”.

“La Cgil, tramite i suoi legali – aggiunge il sindacato – ha intenzione di procedere anche con la richiesta del pagamento delle differenze retributive, rispetto al lavoro a voucher, previste dall’inquadramento come lavoro dipendente riconosciuto dal Giudice.

Nonostante l’abolizione dei voucher per effetto della campagna referendaria promossa dalla Cgil nel 2017, questa sentenza rappresenta un importante risultato per la Cgil di Modena nell’ambito della lotta al lavoro precario e all’abuso di forme contrattuali prive di adeguate tutele per i lavoratori”.

 









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