«È record di presenze negli agriturismi dell’Emilia-Romagna: +10-15% le richieste di soggiorno rispetto al periodo pre-Covid, grazie a speciali percorsi enogastronomici – tra cui cantine, caseifici e salumifici bike-friendly, promossi dal club di eccellenza Agricycle -, con pacchetti a misura di famiglia e di bambino; bene anche la ristorazione strettamente legata al cibo e alle preparazioni culinarie del territorio. Se non fosse per il caro prezzi sarebbe un’estate da ricordare».

Ci scherza su Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia-Romagna, che rappresenta le strutture associate a Confagricoltura. La preoccupazione, però, è quella che accomuna tutte le aziende agricole e agrituristiche: come sopravvivere alla fiammata dei costi di produzione e gestione. L’incognita dei rincari di energia elettrica e materie prime peserà sul bilancio degli agriturismi, spesso costretti a lavorare con organici sottodimensionati vista la carenza di forza lavoro. «Camerieri, cuochi e addetti delle pulizie: sono tutti profili introvabili – sottolinea l’imprenditore agrituristico – tanto che molte strutture hanno dovuto rallentare l’attività: un paradosso».

Nonostante ciò, spiega il presidente di Agriturist Emilia Romagna, «quest’anno sono stati superati i numeri pre-pandemia e anche per il mese di agosto è previsto il sold out. Nel complesso, si predilige la vacanza breve con prenotazione all’ultimo momento. Il traffico aereo in tilt ha spinto molti visitatori a viaggiare a bordo della propria auto, scoprendo così, e anche meglio, gli itinerari rurali e meno conosciuti dell’Emilia-Romagna». Si registra un sostanziale incremento di turisti italiani ma soprattutto, dice Bisagni, «non abbiamo mai visto tanti stranieri tra cui molti francesi, la vera sorpresa di questa pazza stagione».

«Gli italiani – afferma Augusto Congionti, presidente nazionale Agriturist – non hanno rinunciato alle vacanze e, facendo molta attenzione al portafoglio, hanno scelto il contatto con la natura e la bellezza delle campagne. Secondo l’Enit ben un italiano su cinque ha optato per la vacanza outdoor». Il futuro? «Molto dipenderà dagli imprenditori e dalla loro capacità d’innovarsi, così come dalle Istituzioni e dal saper valorizzare, anche con l’utilizzo virtuoso dei fondi del PNRR, l’Italia agricola».









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