La seconda ed ultima interrogazione discussa ieri in Consiglio Comunale era a firma di Maria Savigni e Claudio Pistoni del Partito Democratico e di Giulia Pigoni del Gruppo Misto, avente ad oggetto: “Chiarimenti in merito al percorso per la promozione di una Funeral Home nel territorio comunale”.

“Nel febbraio del 2014 – si legge nell’interrogazione – veniva redatta dall’Ing Matteo Nasi, allora dipendente del Comune di Sassuolo, una relazione avente ad oggetto: VERIFICA DI FATTIBILITÀ NUOVA STRUTTURA PER IL COMMIATO identificata catastalmente al F. 18, parte mappali 330, 81, 82, 83 di proprietà del comune di Sassuolo – area intervento proposta su base PSC.

Tale studio concludeva che tale area, di rispetto cimiteriale del nuovo cimitero urbano, era compatibile con la realizzazione di strutture per il commiato. La volontà che nel territorio cittadino venisse realizzata una struttura simile veniva ribadita anche dalla giunta successiva, che nella delibera di giunta n 159 del 28 agosto 2018, recitava “L’Amministrazione comunale intende promuovere la realizzazione di una “Struttura del Commiato” e incaricava l’allora dirigente del settore patrimonio, dott. Faso, di individuare un’area di proprietà comunale, potenzialmente idonea ad ospitare il servizio sopra descritto, e di delineare il percorso amministrativo per addivenire alla sua concreta operatività”. L’allora dirigente individuò la medesima area, limitrofa al Cimitero nuovo, come la possibile sede della struttura che si intendeva promuovere e avviò le procedure per la rimozione di un vincolo storico afferente la presenza di immobili diroccati, la cui costruzione risale a più di 50 anni e pertanto da considerarsi “storici”. Considerato che la legge regionale 19, del 29 luglio del 2004, “Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria”, all’articolo 14 recita che “ Le strutture per il commiato non possono essere collocate nell’ambito di strutture sanitarie pubbliche o private, né di strutture socio-sanitarie o di vita collettiva ma possono essere collocate nella zona di rispetto cimiteriale”. Considerato inoltre che tale area è di proprietà del Comune di Sassuolo; si chiede se la procedura per la rimozione dei vincoli si è conclusa positivamente, come risulterebbe da interviste riportate dalla stampa, con quali atti, e in quali tempi; se corrisponde al vero che nel giugno del 2021, come riportato in questi giorni dalla stampa, è stato comunicato a un cittadino interessato a realizzare una struttura per il commiato che l’Amministrazione non

intendeva più mettere a bando tale area, e per quale motivo”.

 

Ha risposto il Vicesindaco Alessandro Lucenti.

“Nel merito della questione come posta, con riferimento alla LR 19/2004, è pur vero che l’art. 14 recita che “Le strutture per il commiato non possono essere collocate nell’ambito di strutture sanitarie pubbliche o private, né di strutture socio-sanitarie o di vita collettiva, ma possono essere collocate nella zona di rispetto cimiteriale”, ma è evidente che restano disponibili, per tale collocazioni, tante altre zone accessibili, in primis zone artigianali, industriali, direzionali.

Circa la richiesta specifica si precisa che: “Se la procedura per la rimozione dei vincoli si è conclusa positivamente, come risulterebbe da interviste riportate dalla stampa, con quali atti, e in quali tempi”, si indica che:

la classificazione quale edificio storico ES degli immobili situati all’interno dell’area destinata ad attrezzature cimiteriali del Cimitero nuovo di Sassuolo (area classificata come URB.c dal PSC vigente), identificati catastalmente al foglio 18, mappali 82 e 83, è stata soppressa con variante al PSC/RUE di cui ai seguenti atti:

PSC: adozione  DCC n. 16 del 26.03.2019 – approvazione DCC n. 43 del 28.10.2019 – efficacia BURERT n. 411 del 11.12.2019;

RUE: adozione  DCC n. 17 del 26.03.2019 – approvazione DCC n. 44 del 28.10.2019 – efficacia BURERT n. 411 del 11.12.2019

Per quanto riguarda l’ultimo punto, a giugno 2021 c’è stato un incontro in cui si è comunicato che l’area non era disponibile nell’immediato per una sua vendita e che si voleva rispettare la destinazione di vincolo cimiteriale ovvero l’eventuale ampliamento dello stesso o per strutture comunali a servizio del cimitero”.