
“Oggi – spiega il prof. Stefano Meletti, Direttore della Neurologia dell’Ospedale Civile – abbiamo farmaci importanti per la sclerosi multipla che consentono di tenere sotto controllo la malattia e assicurano una buona qualità di vita a patto però di avere una diagnosi precoce della malattia.”
“A questo punto – conferma la dottoressa Diana Ferraro – entrano in gioco i biomarcatori fluidi, ovvero molecole misurabili nel sangue e nel liquor, possono essere utili nella diagnosi/diagnosi differenziale della Sclerosi Multipla (SM), possono contribuire a definirne la prognosi e la risposta al trattamento e possono aiutare a comprendere meglio la complessa eziopatogenesi dei diversi fenotipi clinici e delle diverse fasi di malattia”.
Questo incontro, grazie al contributo di relatori nazionali e internazionali esperti, ha lo scopo di fornire una panoramica sugli sviluppi nella ricerca e nell’utilizzo di biomarcatori fluidi nella SM e patologie correlate, tra cui i disordini dello spettro della Neuromielite Ottica (NMOSD). In particolare, verranno forniti aggiornamenti su marcatori di danno assonale, astrocitario e sinaptico e sul ruolo delle catene leggere delle immunoglobuline nella diagnosi della SM.




