Nonostante le difficoltà contingenti e storiche, tra cui la modifica non ancora compiuta della veste giuridica dell’ospedale, il Montecatone Rehabilitation Institute ha chiuso il bilancio 2022 con un attivo di poco superiore ai 10 mila euro. I possibili riflessi sul futuro sono stati oggetto di ulteriore, approfondita valutazione nel CdA riunitosi ieri dove è stato sottolineato come il risultato conseguito non offra, nelle attuali condizioni del generale contesto operativo, sufficienti garanzie per assicurare il consolidamento dei risultati raggiunti, l’ulteriore qualificazione dei servizi, le innovazioni clinico assistenziali, tecnologiche e strutturali e l’impegno nella ricerca scientifica previsti dal Piano strategico ritenuti essenziali per offrire un servizio clinico – assistenziale al passo con le attuali conoscenze clinico – scientifiche e organizzative e con i molteplici bisogni dei pazienti che hanno come unico riferimento questa struttura.

Il commento, in analogia a quello dei Soci contenuto nella relazione di bilancio, trova ragione nel fatto che il risultato, originariamente negativo, è stato mutato di segno – similmente a quanto avvenuto nel 2021 – con una rideterminazione in riduzione dei fondi per rischi, fondi oneri e spese future e fondi svalutazione dei crediti che ha permesso di recuperare risorse straordinarie sino alla sostanziale produzione del pareggio.

Questa soluzione, già adottata lo scorso anno, prevede di attingere nuovamente da riserve che non saranno più disponibili, se non in minima e insufficiente parte, negli esercizi successivi.

La coda pandemica, è stata la riflessione, ha pesantemente influenzato il tasso storico di ricovero e di conseguenza i ricavi sui quali si è poi abbattuta anche la scure dell’imprevedibile impennata degli oneri energetici; la necessità di dare applicazione al rinnovo contrattuale per la sanità pubblica, un adeguamento al quale la società, con senso di responsabilità, ha dato attuazione per tutto il personale del comparto, ha influito ulteriormente sul risultato economico. Al netto di queste evenienze, si evince dai conti, Montecatone avrebbe potuto confermare la virtuosa gestione della propria contabilità poiché, come è scritto ancora nella relazione, “l’aumento dei costi sarebbe stato inferiore a quello del 2021”.

Ciò nonostante la curva di crescita dell’Istituto è stata continua e significativa, merito indiscusso della qualità dei professionisti che vi operano ma anche di impegni finanziari importanti e pianificati. «L’attività assistenziale e riabilitativa – è scritto al proposito nella relazione di bilancio – ha goduto di interventi particolarmente significativi come l’avvio della palestra robotica, il completamento dell’appartamento Life-Bridge – novità assoluta e funzionale anche alle attività di ricerca – e l’installazione di una TC cone beam, un plus per implementare l’offerta diagnostica e, anche in questo caso, potenziare la ricerca con linee innovative».

Se da un lato quindi – è stato il commento dei Soci – la buona gestione, la bontà delle scelte strategiche e un numero di richieste di ricovero mai così elevato, unite al venir meno delle cause esogene – la fine della pandemia e una diminuzione sostanziale delle tariffe energetiche – potevano indurre a ipotizzare un andamento più roseo per il 2023, le questioni di importanza dirimente per il futuro del MRI ancora aperte e sottolineate con preoccupazione dagli azionisti, imporrebbero al contrario un brusco rallentamento, se non addirittura una diminuzione, del livello dei servizi assicurati dall’Istituto.

Le questioni che pesano e condizionano il futuro prossimo dell’Istituto sono più d’una: la fragilità della struttura dei ricavi – tale da persuadere gli azionisti, su indicazione del CdA, a chiedere alla Regione di considerare per il 2023 un finanziamento a funzione motivato dalle qualificate e distintive attività specialistiche che si svolgono a Montecatone; la cronica carenza di personale infermieristico – che ha marcato anche la gestione 2022 – l’impossibilità di accedere ai finanziamenti pubblici per gli investimenti e la ricerca e, soprattutto, la modifica non ancora compiuta della veste giuridica dell’ospedale, forse il più robusto puntello a sostegno del Piano strategico preparato dalla Direzione Generale e approvato dallo stesso CdA.

 

 









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