In questi giorni prende forma un’oasi a sfalcio ridotto, che occupa un’area di 24.000 metri quadrati nel Parco Giovanni Paolo II, polmone verde a bassa fruizione tra Via Angelelli e il canale Navile. In questa area l’erba sarà tagliata con minore frequenza per lasciare spazio alla fioritura spontanea di un numero maggiore di piante. Questo offrirà gradevoli spettacoli cromatici con le fioriture, in particolare nel periodo primaverile, e al tempo stesso fornirà un maggiore sostentamento agli insetti impollinatori. L’area sarà fruibile grazie a sentieri sfalciati che permettono di percorrerla in tutta la sua estensione, collegandola alla vicina Ciclovia del Navile.

Si tratta di un progetto sperimentale per la salvaguardia della biodiversità locale e la valorizzazione naturalistica degli spazi aperti: in sostanza si persegue l’obiettivo di incrementare e tutelare la biodiversità faunistica e floristica, dare maggior sostentamento agli insetti impollinatori, migliorare la mitigazione ambientale in ambito periurbano, diminuire l’inquinamento atmosferico

Luca De Paoli, vicesindaco con delega all’ambiente, spiega: “Abbiamo sempre pensato alla natura come a una oasi ordinata secondo uno schema umano e si è confuso l’ordine estetico con l’equilibrio: la natura invece è spontaneamente equilibrata ma mai ordinata! Dobbiamo recuperare il senso della natura e dei suoi meccanismi: per questo abbiamo pensato alla creazione di aree a sfalcio ridotto per incrementare e tutelare la biodiversità floro-faunistica. Si renderanno cosi fruibili sentieri sfalciati per favorire un percorso immerso tra bellissimi aree fiorite e zone in cui gli insetti possano trovare non solo rifugio, ma soprattutto un luogo ideale per riprodursi e contribuire all’esistenza della flora stessa. Andiamo dunque oltre il concetto di decoro urbano e ornamentale”.









Articolo precedenteBce, i tassi di interesse salgono ancora di 25 punti base
Articolo successivoFondovalle Savena, Città metropolitana e sindaci fanno il punto della situazione sui cantieri post alluvione